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LE ELEZIONI A ROMA

Roma potrebbe essere definita la città delle elezioni. Dall’anno della sua fondazione, cioè per lo spazio di circa ventisei secoli, il suo governo è stato quasi sempre elettivo. Vediamo i romani eleggere i propri re, i consoli, i tribuni, gli imperatori, i vescovi e infine i papi. ~ vero che l’elezione del papa è affidata a un corpo privilegiato; ma è anche vero che (non essendo questo corpo ereditario, ma formato da individui appartenenti a tutte le classi sociali e a tutte le nazioni del mondo), nonostante sia tradito il principio della elezione diretta, siamo pur sempre di fronte a una elezione democratica tenuta da coloro che hanno raggiunto il vertice della scala sociale.

...Tutto il popolo eleggeva i consoli; più tardi è ancora tutto il popolo che elegge il vescovo. Quando le istituzioni si guastano e si corrompono è la guardia pretoriana ad eleggere l’imperatore; ora sono i cardinali ad eleggere il papa.

...Da principio i capi spirituali di Roma erano eletti dall’assemblea dei cristiani riunita in fondo alle catacombe. Quando l’impero viene trasportato in Oriente e le calate dei barbari dànno forza alla Cristianità, il popolo fa le elezioni pubblicamente. Più tardi, quando il vescovo ha acquistato una potenza ancora maggiore, quando si è già formato un clero regolare, il popolo perde di nuovo la sua funzione e il vescovo viene eletto dal clero Ben presto Carlo Magno e i suoi successori pensano di risuscitare l’impero d’Occidente..., e, per dare a questo impero l’appoggio della religione, pensano che solo a Roma potranno incoronarsi imperatori... Il titolo di vescovo, ormai troppo diffuso in Europa, viene cambiato con quello di papa; si è così formata una gerarchia ecclesiastica; il papa disdegna di ripetere la sua autorità dai semplici preti; d’ora in poi solo i cardinali concorreranno alla sua elezione..,

...Un giorno il popolo si stanca della lunghezza delle discussioni fra i grandi elettori e pensa di murare le porte del palazzo in cui sono riuniti, in modo da tenerli rinchiusi finché non sia stata proclamata la loro scelta. Questo precedente fa legge: il conclave viene murato ad ogni elezione.

...Infine, da parte di parecchie potenze cattoliche, viene introdotto l’uso e il diritto di opporsi, nel seno stesso del conclave e per mezzo di un cardinale, alle scelte che possano dar fastidio.

Questo era lo stato delle cose quando un nuovo imperatore d’Occidente annesse Roma al suo impero e proclamò che “ogni sovranità straniera è incompatibile con l’esercizio dell’attività spirituale all’interno dell’impero che, inoltre, al momento della loro esaltazione, i papi avrebbero dovuto giurare di non far mai niente contro le quattro proposizioni della Chiesa gallicana, decretate nell’assemblea del clero del 1682 “. (Senato-consulto del 17 febbraio 1810.)

...Le due potenze che oggi esercitano nel conclave maggiore influenza sono la Francia e l’Austria. I loro interessi sono contrastanti; ma tutto si può sempre sistemare. Se la prima vince nell’elezione del papa, l’altra si rifà con l’elezione del Segretario di Stato.

...In Francia il clero è serio e pio, impone a tutti il rispetto; a Roma gli abati sono i tipi più fortunati del secolo: sono gai, comici e a volte buffoni... Non hanno nulla in comune con i nostri piccoli abati del vecchio regime, profumati di ambra e muschio; gli italiani non hanno queste delicate cure per le loro persone... non hanno le tasche piene di strofette per qualche Cloe...

Ma quasi sempre sanno qualche bellissima storia a proposito di un cappuccino o di un certosino; essi scoprono che la nuova cantante ha una gamba più corta dell’altra; essi hanno il felice, inestinguibile riso degli dei.

...Le due estremità di via Pia sono chiuse da un cancello di legno, ricoperto da vecchie tappezzerie. La debole barriera è sorvegliata da una guardia svizzera, vestita come nel quartordicesimo secolo e armata di una lunga alabarda.

Il portone di Montecavallo è aperto, ma sorvegliato da un numeroso corpo di guardia. Al primo piano le finestre della facciata sono chiuse con le persiane. È stato murato il finestrone centrale, quello che si apre sul balcone sopra l’ingresso principale.

tratto da "Passeggiate romane" di Stendhal. Ed. LATERZA 1973


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