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i Tesori di Roma
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ROMA NEL 1827

STENDHAL

 

Roma comprende nelle sue mura dieci o dodici colline che si stringono addosso al Tevere e ne formano un fiume rapido e profondamente incassato. Queste colline sembrano disegnate dal genio di Poussin, per dare all'occhio un piacere grave e quasi funebre. Per me Roma è più bella in un giorno di temporale; il bei sole tranquillo di una giornata di primavera non le si addice. Questo suolo sembra creato apposta per la gioia dell'architettura; senza dubbio qui non vi è come a Napoli un mare delizioso; vi manca quindi la voluttà; ma Roma è la città dei monumenti. Il piacere che si può immaginare di godervi è il piacere cupo delle passioni e non l'allegra voluttà della riva di Posillipo.

Quale vista più straordinaria di quella del priorato di Malta fabbricato sulla cima occidentale del monte Aventino che dalla parte del Tevere termina in un precipizio! Quale impressione profonda producono, viste da quell'altezza, la tomba di Cecilia Metella, la via Appia e la campagna romana! All'altra estremità della città, dalla parte di settentrione, che cosa si può mai preferire per godimento della vista, al monte Pincio, occupato già da tre o quattro conventi, e che il governo francese ha trasformato in un giardino magnifico?

Le elevate colline che a Roma fiancheggiano il Tevere formano vallate tortuose e profonde. I labirinti prodotti da queste piccole valli e le colline sembrano disposti in modo, secondo il famoso architetto Fontana, da offrir mezzo all'architettura di mostrare tutto quello che essa ha di più bello.
Ho veduto alcuni romani passare ore intere appoggiati sopra una delle finestre di Villa Lante (Villa Helbig) sul monte Gianicolo. Di là si scorge la bella veduta di monte Cavallo, del Campidoglio, della torre di Nerone, del Pincio e dell'Accademia di Francia e sotto gli occhi, al basso della collina, il palazzo Corsini, la Farnesina, il palazzo Farnese. Mai la riunione delle più belle case di Londra e di Parigi, adornate anche cento volte più elegantemente, darà la minima idea di questo. A Roma spesso
anche una semplice rimessa è monumentale.

Il Corso e la Roma attualmente abitata non sono stati costruiti sulle colline, ma nella pianura vicino al Tevere e al piede dei monti. La Roma moderna occupa il Campo di Marte degli antichi: è lì che Catone e Cesare andavano a fare i loro esercizi ginnastici, necessari così al generale come al soldato, prima dell'invenzione della polvere.
Bisognerebbe guardare la carta geologica del suolo di Roma disegnata dal Brocchi.
La Roma abitata finisce al mezzodì col monte Capitolino e la rupe Tarpeia, ad occidente col Tevere al di là del quale non vi è che qualche brutta strada, e ad oriente col Pincio e il Quirinale. I tre quarti di Roma ad oriente e a mezzodì, il monte Viminale, il monte Esquilino, il monte Celio, l'Aventino, sono solitari e silenziosi. Vi regna la febbre e sono coltivati a vigneti; è in mezzo a questo vasto silenzio che si trovano la maggior parte dei monumenti che la curiosità del viaggiatore va a ricercare.

Da Les promenades dans Rome, 1829.

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