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Solo a Roma succede che una donna onesta e con carrozza dica con effusione a un'altra donna, sua semplice conoscenza, cosa che ho visto questa mattina: «Ah! mia cara amica, non far l'amore con Fabio Vitelleschi; sarebbe meglio per te innamorarti di un brigante. Con la sua aria dolce e misurata, è capace di trafiggerti il cuore con un pugnale, e dirti con un sorriso amabile immergendotelo nel petto: Piccola mia, ti fa male?» E ciò succedeva in presenza di una graziosa persona di quindici anni, figlia della signora che riceveva l'avviso, e giovane molto sveglia. Se l'uomo del Nord ha la disgrazia di non essere subito urtato dalla naturalezza di questa gentilezza del Sud, che non è il semplice sviluppo di un carattere grandioso, favorito dalla duplice assenza delle buone maniere e di qualsiasi novità interessante, in un anno di soggiorno, le donne di tutti gli altri paesi gli diventano insopportabili.
Egli vede le Francesi con le loro minute grazie amabilissime, seducenti i primi tre giorni, ma noiose il quarto, giorno fatale in cui si scopre che tutte quelle grazie studiate in anticipo e imparate a memoria sono eternamente le stesse tutti i giorni e per tutti.
Vede le Tedesche così naturali, invece, e che si abbandonano con tanta sollecitudine alla loro immaginazione, non aver spesso da offrire con tutta la loro naturalezza, che un fondo di sterilità, di scipitezza, e di tenerezza da biblioteca blu. La frase del conte Almaviva sembra fatta in Germania: «E si è stupiti, una bella sera, di trovare la sazietà dove si andava a cercare la gioia.»
A Roma, lo straniero non deve dimenticare che se niente è noioso nel paese dove tutto è naturale, il cattivo vi è più cattivo che altrove. Per non parlare che degli uomini, si vedono comparire qui, in società, una sorta di mostri che altrove si nascondono. È gente ugualmente appassionata, lucida, e vile. Una mala sorte li ha gettati presso una donna provvista di un titolo qualunque; innamorati pazzi per esempio, bevono fino alla feccia l'infelicità di vedersi preferire un rivale. Essi sono lì per ostacolare quell'amante fortunato. Non sfugge loro niente, e tutti vedono che non sfugge loro niente; ma non smettono, a dispetto di qualsiasi senso dell'onore di urtare la donna, il suo amante e se stessi, e nessuno li biasima perché fanno ciò che fa loro piacere. Una sera l'amante, spinto all'estremo, dà loro delle pedate sul culo; l'indomani essi gli presentano molte scuse e ricominciano a romper le tasche con costanza alla donna, all'amante e a se stessi. Si freme quando si pensa alla quantità di infelicità che queste anime basse devono ingoiare ogni giorno, e non manca loro, senza dubbio, che un pizzico di viltà in meno per essere avvelenatori.
È anche e soltanto in Italia che si vedono giovani milionari eleganti mantenere magnificamente delle danzatrici del gran teatro, alla vista e alla conoscenza di tutta una città, passando loro trenta soldi al giorno. I fratelli..., bei giovani sempre a caccia, sempre a cavallo, sono gelosi di uno straniero. Invece di andare da lui e fargli le proprie lagnanze, diffondono sordamente tra la gente delle voci sfavorevoli a quel poveretto. In Francia, l'opinione pubblica forzerebbe questa gente a provare quel che dice o a render ragione allo straniero. Qui l'opinione pubblica e il disprezzo non significano nulla. La ricchezza è sempre sicura di esser ben ricevuta ovunque. Un milionario disonorato e cacciato dappertutto a Parigi, può andare tranquillo a Roma; vi sarà considerato giusto proporzionalmente ai suoi scudi.
da Dell'Amore di Stendhal

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