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Fijji bboni a mmadre tareffe
Channo da fà de ppiú, pe
ddio sagraschio?
La femmina che llei fesce a Ccorneto,
fa la tela dolanna, e er fijjo maschio
le cannele de sego de Spoleto.
Cià unantra
fijja, sí, mma cquella è un raschio,
si lla vedi, ppiú ffina de sto deto:
duncue me pare che a li fijji, caschio!,
si jje dà vvino nun riccojje asceto.
Ma llei tratanto sta vecchiaccia porca
magna a le spalle loro, e spenne e spanne
pe ttrovà chi jje sbuggeri la sorca.
Pe mmé, la mannerebbe a Rripagranne
(già cche cquì pe le donne nun cè fforca)
a ccompità er crimìni-vinnicanne*.
G.G.Belli
* La casa di correzione detta di S. Michele,
presso il porto di Ripagrande sul Tevere, il cui prospetto mostra
la seguente iscrizione: Cohercendae mulierum licentiae et criminibus
vindicandis.
La morte der zor Meo
Sí, cquello che pportava li capelli
ggiú pper gruggno e la mosca
ar barbozzale,
er pittor de Trestevere, Pinelli,
è ccrepato pe ccausa dun bucale.
Vabbasti questo, cher dottor Mucchielli,
vista chebbe la mmerda in ner pitale,
cominciò a storce e a mmasticalla male,
eppoi disse: "Intimate li fratelli".
Che aveva da lassà? Ppe ffà bbisboccia
ner gabbionaccio de Padron Torrone,
è mmorto co ttre ppavoli in zaccoccia.
E llanima? Era ggià scummunicato,
ha cchiuso locchi senza confessione...
Cosa ne dite? Se sarà ssarvato?
G.G.Belli
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Palazzo Corsini
Fu abitato dalla Regina di Svezia, e allora v' erano nobilissimi quadri del Correggio, di Tiziano, di Paolo Veronese, e del Rubens specialmente, e d' altri molti eccellentissimi artefici, ch' erano già nella galleria di Mantova, donde furono da' Tedeschi portati a Praga. Essendo questa stata presa dal Re Gustavo, furono da esso portati a Stocolm, e quindi dalla Regina Cristina portati a Roma; e quì venduti al Reggente di Francia furono portati a Parigi; come anche le statue antiche, che aveva la detta Regina. Questo palazzo era de' Duchi Riari passato poi nell'Ecca Casa Corsini, che col disegno del Cav. Fuga l'ha nobilitato, e accresciuto senza comparazione. In esso sono alcune statue, e molti busti antichi, tra' quali un Giulio Cesare, e un Seneca singolarissimi, e alcuni antichi sarcofaghi. Vi è anche una insigne raccolta di pitture, cioè un s. Girolamo, figura intera al naturale, e il ritratto di Filippo II, e quello del Cardinale Alessandro Farnese di Tiziano, lo sposalizio della Madonna, e quello di s. Caterina delle ruote di Paolo, un s. Sebastiano di Rubens, il sacrifizio di Noè del Pussino intagliato in rame dal Frey; l'erodiade di Guido, il ritratto di Rembrant di sua mano: la natività della Madonna de' Caracci, e una di Pietro da Cortona, la santa Famiglia dello Schidone, un ritratto del Cardinal Bandini del Domenichino, e uno d' un Doge di Venezia del Tintoretto, un gran quadro del Baroccio, e una santa Famiglia del medesimo, e molti del Lanfranco, Guercino, Caravaggio, Albano, Bassano, Simon Cantarini, Benvenuto Garofalo, Carlo Maratta, P. Giacomo, Gaspero, e Niccolò Pussini, Teniers, e altri Fiamminghi: un bel ritratto di Velasco, e uno di Rigò, di Salvator Rosa, con 56 altri ritratti eccellenti di varj, e quello di Giulio II di Raffaello, un Gesù con s. Gio. del Cignani, e due Madonne d' Andrea del Sarto, e molti altri. V' è una delle più insigni librerie di Roma, con gran copia di manoscritti, o la più singolar raccolta d Stampe, che sia in Italia.
Le
schede informative sono tratte da
Descrizione delle Pitture, Sculture e Architetture esposte in Roma
di Filippo Titi
stampato da Marco Pagliarini
in Roma 1763
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