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TERME di TRAIANO
Rufo, Vittore, e la Notizia concordemente
dopo le Terme di Tito registrano quelle di Trajano, e queste essere
state vicino alla chiesa di S. Martino si dimostrano per asserzione
di Anastasio nella vita di Simmaco. Ivi esistendo ancora al tempo
del Palladio evidentemente diversi resti di queste Terme, ne ha
egli potuto rintracciare la loro intiera forma, e ne ha formato
un disegno, che si trova unito nella raccolta delle Terme dei Romani
pubblicata dal Burlincton, sotto la denominazione di terme di Vespasiano.
Ora di queste Terme non ci rimangono che pochi resti delle mura
che reggevano l'area posta avanti al fabbricato, alla quale si saliva
per mezzo delle grandi scale dal Palladio disegnate, con altri avanzi,
che appartenevano ai portici di uno delle due specie di cortili
indicati nel disegno del medesimo architetto, i quali esistono nei
sotterranei della nominata chiesa di S. Martino. Allorchè
Trajano fece edificare queste sue Terme, che per la loro situazione
venivano a formare quasi un'aggiunta a quelle di Tito, sembra pure,
per quanto si puole dedurre dai bolli dei mattoni ivi ritrovati
col nome di Plotina di lui moglie, che egli facesse eseguire molti
risarcimenti ed ingrandimenti alle Terme stesse di Tito; percui
si crede che questi due edifizj, considerati unitamente, si chiamassero
Terme Trajane. Inoltre si dissero pure Domiziane per alcuni ristauri
che si giudicano essere stati fatti dall'Imperatore Domiziano: ma
dai Regionarj tutti con le due sole loro proprie denominazioni di
Tito, e di Trajano si vedono registrate nei loro cataloghi; quindi
è vano il supporre in questo luogo altre Terme oltre le due
descritte.
INDICAZIONE TOPOGRAFICA DI ROMA ANTICA DELL'ARCHITETTO
LUIGI CANINA

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