i Tesori di Roma

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TEMPIO di ADRIANO

Tempio di Adriano a Roma

Roma: Tempio di Adriano 2

Tempio di Adriano a Roma

Roma: Tempio di Adriano 3

Roma: Tempio di Adriano

TEMPIO di ADRIANO o di NETTUNO

In vicinanza dei Septi doveva stare pure il portico che fu fabbricato da Agrippa in onor di Nettuno per le di lui riportate vittorie navali, e dal medesimo decorato di una pittura degli Argonauti, 229 per cui sotto il nome degli stessi Argonauti fu tale portico anche cognito presso gli antichi, e con tale denominazione si trova registrato da Vittore e dalla Notizia. Unito al portico vi doveva essere il tempio alla medesima divinità consacrato, come si vede registrato in Rufo e come si distingue dal compendiatore di Dione col nome di Nettunio, e da Sparziano con la denominazione di basilica di Nettuno 230. La vicinanza di questo edifizio, sacro a Nettuno, ai Septi primieramente si deduce dal vedere che il detto compendiatore di Dione e Sparziano, l'uno descrivendo gli edifizj arsi nell'incendio avvenuto dopo la celebre eruzione del Vesuvio e l'altro il ristauro fatto dei medesimi da Adriano, lo trascrivano subito dopo i Septi; e questa prossimità si ricava pure dai versi di Marziale, nei quali, col fare passare il suo Selio dal portico di Europa a questo di Nettuno, lo indirizza ai Septi 231. Essendo poi questo portico anche cognito presso gli antichi col nome di Vipsiano, per essere Agrippa che lo edificò della gente Vipsania, si trova indicato dal medesimo Marziale essere stato anche prossimo ad una porta piovosa. Questa porta dal Nardini giudiziosamente si riconosce essere stato uno degli archi dei condotti dell'acqua Vergine, 232 i quali dovendo terminare, come si è osservato, lungo la fronte dei Septi, si viene con questo pure a stabilire essere stato il portico vicino ai Septi. Da tutte queste cognizioni m'indussi a riconoscere, col medesimo Nardini, avere appartenuto al tempio di Nettuno le undici colonne che formano ora la fronte della Dogana di terra a piazza di Pietra; e maggiormente mi sono confermato in questa opinione per aver trovato nelle ricerche fatte ultimamente in compagnia del Ch. Avvocato Fea Commissario delle antichità, al di sotto del palazzo Cini, situato nella suddetta piazza, un tratto di muro antico costrutto con grandi pietre di Peperino, il quale presentando indizj, dalle bugne in esso tracciate, che la parte esteriore era rivolta verso il Panteon, fu riconosciuto aver fatto parte di un recinto porticato posto intorno al descritto tempio. In tal modo venni a stabilire il portico degli Argonauti o Vipsianio essere stato intorno al tempio di Nettuno. Quindi nel muro che formava il recinto esteriore, sembra che vi fosse stata eseguita la pittura degli Argonauti. Questo portico, come uno dei principali del Campo Marzio, poi doveva essere ornato con molti marmi e specialmente con piedistalli decorati di Trofei, e figure di Provincie prigioniere; poichè tali oggetti e gran quantità di frammenti antichi furono trovati in tale luogo, dai quali piazza di Pietra fu chiamata 233. Se poi lo stile di alcune parti che compongono gli avanzi rimasti del tempio, non si trova corrispondere colle opere che si facevano al tempo di Agrippa, ciò si deve evidentemente attribuire ai ristauri fatti dopo il suo incendio al tempo di Adriano, siccome lo dimostra lo stile di un avanzo del vero suo cornicione stato trasportato in Campidoglio.

NETTUNO E GESU' CRISTO di Costantino Maes 1885

"Che ha a che fare il Dio Nettuno con Nostro Signore Gesù Cristo? Nulla davvero; eppure di casa sono buoni amici, come ora vedrete.
A Piazza di Pietra nel Tempio del vecchio, gentile, paganissimo Nettuno si trova l'immagine di un Crocefisso, che deve avere una data vecchissima a giudicare dal lavoro e dal posto in cui si trova. Il Crocefisso, scolpito anche con una certa diligenza trovasi sulla quarta colonna venendo da Piazza di Sciarra all'altezza della sommità del lampione. Ci vogliono per altro due buoni occhi per vederlo, o meglio un buon binocolo da teatro, altrimenti rimanete colla curiosità in corpo, e non per colpa mia. Come si troverà quell'antico Crocefisso lassù? Questo è il mistero. Quantunque i misteri sia meglio lasciarli stare, pure vi dirò la mia opinione. Nei tempi loschi, quando Roma era ridotta un mucchio di rovine, con poche casucce, e forse capanne, come nei suoi tempi preistorici, dopo le invasioni dei barbari,credo che qualche povero abituro fosse appoggiato alle colonne di Nettuno. Chi abitava questa casupola sarà stato certo un buon cristiano, forse uno scalpellino, e si sarà giovato del pezzo di colonna, che rispondeva nella sua cameruccia da dormire, per intagliarvi l'immagine del Redentore, in quel punto che rispondeva forse al suo capezzale. Se non vi capacita questa spiegazione, trovatene un'altra. E addio."

Vedi anche: Colle Oppio | Monumenti di Roma

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