i Tesori di Roma

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CASTEL SANT'ANGELO

 Roma: Castel Sant'Angelo
 Roma: Castel Sant'Angelo

Roma: Castel Sant'Angelo 1

 Roma: Castel Sant'Angelo

Roma: Castel Sant'Angelo 1a

Angelo di Verschaffelt a Roma

Roma: Angelo di Verschaffelt 1

Angelo di Verschaffelt a Roma

Roma: Angelo di Verschaffelt 7

Angelo del Cortile a Roma

Roma: Angelo del Cortile 1

Angelo del Cortile a Roma

Roma: Angelo del Cortile 5

L'Angelo della Giustizia a Roma

Roma: L'Angelo della Giustizia 1

 Roma: Castel Sant'Angelo
 Roma: Castel Sant'Angelo

Roma: Castel Sant'Angelo 6

 Roma: Castel Sant'Angelo
Roma: Interno del Castello 37
 Roma: Castel Sant'Angelo

Roma: Grottesche del Castello 26

 Roma: Castel Sant'Angelo

Roma: Castel Sant'Angelo 4

CASTEL SANT'ANGELO

Lungotevere Castello, 50 - 00193 ROMA
Biglietteria
tel. 0039 06 6896003
Centralino
tel. 0039 06 6819111
ORARI
Martedì/domenica 9.00 – 19.30
Chiuso lunedì; 25/12; 1/01
La biglietteria chiude alle 18.30
INGRESSO
Intero € 8,50*
* Il prezzo del biglietto intero è soggetto a variazioni in occasione di mostre
Ridotto € 6,00*
cittadini dell’Unione Europea tra i 18 e i 25 anni, insegnanti di ruolo nelle scuole statali
* I prezzi dei biglietti sono soggetti a variazioni in occasione di mostre
Gratuito:
cittadini dell’Unione Europea minori di 18 e maggiori di 65 anni, studenti e docenti di Architettura, Lettere (indirizzo archeologico o storico-artistico), Conservazione dei Beni Culturali e Scienze della Formazione, Accademie di Belle Arti, dipendenti del Ministero Per i Beni e le Attività Culturali, Membri ICOM, guide ed interpreti turistici in servizio, giornalisti con tesserino dell’ordine, gruppi scolastici con accompagnatore, previa prenotazione, portatori di handicap con accompagnatore.

Castel Sant'Angelo o Mausoleo di Adriano iniziato nel 123 dall’imperatore Adriano, e terminato da Antonino Pio, un anno dopo la morte dell’imperatore Castel S. Angelo, fu ideato come tomba di famiglia. Il grandioso Hadrianeum, è stato voluto e ideato da Adriano come tomba per se stesso, e ne affidò la costruzione all’architetto Demetriano. Per accedervi Adriano fece erigere il pons Aelius, poi detto S. Angelo che ne fronteggia l’ingresso. Pur alterato da oltre un milione mezzo di storia, il monumento è leggibile nelle sue forme originarie, ed è oggi sede del Museo Nazionale di Castel S. Angelo (Blasi).

Questo antico, e magnifico monumento dell' Imperadore Adriano, innalzato quasi incontro a quello d'Augusto, perchè fossero quivi conservate le sue ceneri dopo la sua morte, aveva il suo primo ordine di forma quadrata, come si ravvisa al presente, ed il secondo di figura rotonda della circonferenza di 125 passi, tutto composto di grossi pezzi di travertino, e ricoperto di marmo pario. Erano ambedue questi ordini circondati di alte colonne, fra cui si vedevano quattro cavalli di bronzo, e moltissime statue, una delle quali è il celebre Fauno del palazzo Barberini, quivi trovato in tempo d'Urbano VIII. Le colonne del primo ordine si vuole, che fossero quelle di prezioso paonazzetto, che ora si veggono nella Basilica di s. Paolo; e le altre del secondo, quelle di verde antico, che adornano presentemente le nicchie della gran navata di mezzo della Basilica Lateranense. Nella cima di questo superbo Mausoleo, secondo alcuni, era la statua d'Adriano medesimo; secondo altri eravi quella gran pina di bronzo dorato, che ora si conserva nel giardino di Belvedere al Vaticano, entro la quale si crede fossero le ceneri di questo Imperadore, benchè vi sia chi pretenda, che esse fossero nella superba urna di porfido situata una volta nel mezzo di questo Mausoleo, e che in oggi si vede nella cappella Corsini a s. Giovanni Laterano.
Dopo la caduta dell'Imperio Romano servì questa gran Mole per difesa della Città, e prese il nome di Castel s. Angelo da una statua di marmo dell'Arcangelo s. Michele, che vi fu eretta nella sua sommità, la quale poi da Benedetto XIV fu fatta fare di bronzo col modello di Pietro Verchaffelt.
I Pontefici Bonifacio IX, Nicolò V,Alessandro VI, e Pio IV successivamente fortificarono sempre più questo Castello,e Urbano VIII lo munì di cannoni, lo circondò di bastioni, e di fosse, e fecelo custodire da una guarnigione di Soldati, e Bombardieri con un Vice-Castellano,come si mantiene anche al presente. Il salone di questo Castello è dipinto a fresco da Pierin del Vaga, ed in altra stanza vi sono pitture di Giulio Romano, e d'altri buoni maestri. Qui si conservano varj Triregni, e Mitre di Pontefici, tutte coperte di gemme preziose; gli originali delle Bolle Pontificie, gli atti de' Concilj, ed altre scritture, e molte cose di gran rilievo,e importanza. Su questo Castello si suol fare un bellissimo fuoco artificiale, detto comunemente la girandola, il quale succede quattro volte all'anno, due nell'anniversario della Coronazione del Regnante Sommo Pontefice, cioè la seconda, e la terza Festa di Pasqua di Risurrezione;e due altre nella Festa dei ss.Apostoli Pietro, e Paolo, il di 28, e 29 di Giugno. Non può darsi situazione più vantaggiosa, e bella per goder comodamente da ogni luogo il maraviglioso spettacolo.
Consiste questo fuoco in una quantità immensa di razzi,fontane, girelli di ogni sorta, e battarie, oltre di che vi sono due sortite, ognuna delle quali è composta di 4500 razzi almeno; spettacolo veramente raro nel suo genere, e che fa la maraviglia di tutti i Forestieri.
Questo Castello comunica col palazzoVaticano mediante un lungo corridore coperto, e sostenuto da varj archi, fatto a tempo d'Alessandro VII, perchè dall'uno all'altro luogo potessero i Pontefici in qualunque occorrenza comodamente, e con tutta la sicurezza passare.

- Questo magnifico e sontuoso mausoleo fu fatto inalzare dall'imperatore Adriano negli orti di Domizia presso il Tevere, quasi incontro a quello di Augusto, affinchè in esso fossero conservate le sue ceneri e quelle de' suoi. Il suo basamento era di forma quadrata della lunghezza di palmi 399, su cui sorgeva una gran mole rotonda, la quale restringendosi a mano a mano che si elevava rimanevi compiuta da alquanti scaglioni; ed il nucleo di essa quantunque in oggi sia diminuito, pure ha 200 palmi di diametro, e costituisce il maschio del castello. La parte esteriore di questo monumento era rivestita di grandi lastre quadre in marmo pario: il basamento rimaneva fregiato di festoni e bucranii e fra questi ornamenti stavano collocate le iscrizioni in onore degl'imperatori ivi sepolti. Nei quattro angoli poi del basamento si vedevano altrettanti gruppi di uomini con cavalli, il tutto in bronzo dorato e di una grandezza colossale. L' edifizio rotondo era decorato con pilastri sostenenti il loro cornicione sormontato in giro da statue di squisito lavoro, fra le quali contavasi il celebre Fauno dormiente, al presente in Baviera, il quale fu trovato quivi vicino, ai tempi di Urbano VIII. Sulla cima sorgeva la statua di Adriano medesimo, la cui testa, che ora si vede nella gran sala rotonda del museo Vaticano, fu del pari scoperta ivi presso, nel pontificato di Alessandro VI. La porta aveva le imposte in bronzo, e rimaneva di faccia al ponte, aprendosi nel basamento dell'edifizio. Era finalmente circondato da una cancellata di bronzo con pilastri simili, sui quali posavano dei pavoni in metallo dorato; e due di essi, gli unici giunti sino a noi, si osservano nel giardino Vaticano. Eravi ancora un toro di bronzo.
Questo monumento rimase nel primitivo suo stato di conservazione fino ai tempi di Onorio, cioè fino all'anno 537. Essendo nell'anno stesso, stato assalito, dai soldati di Vitige, che non poterono impadronirsene, i Greci che lo difendevano, avendo esaurito ogni mezzo di difesa, ruppero le statue per iscagliarne i pezzi sugli assalitori. Questo edifizio servì di poi per difesa della città, e prese in seguito il nome di Castel s. Angelo, in memoria di essere sulla sua sommità apparso miracolosamente un Angelo, a s. Gregorio I, mentre egli passava sul ponte, recandosi processionalmente alla basilica Vaticana, per ottenere da Dio la cessazione della orribile pestilenza che desolava Roma in quel tempo. I pontefici Bonifacio IX, Nicolò V, Alessandro VI, e Pio IV successivamente fortificarono sempre più questo castello; e Urbano VIII vi fece aggiungere le opere esteriori. Il salone che guarda il ponte fu dipinto da Pierin del Vaga, allievo di Raffaello. Il forte, mediante un corridoio coperto da archi comunica col Vaticano. Per questo corridoio nel 1527, Clemente VII, potè ricovrarsi nella fortezza, mentre le mura dell'eterna città erano assalite dal Borbone. -  

Caster-Zant’-Angelo

Quer dottor de Saspirito in zottana
c’a Ttuta, aggratis, je guarì la tiggna,
che ll’anpassato la portò a la viggna
e st’agosto j’ha ffatto da mammana,

disce che, a la Repubbrica Romana,
lassù, ppe vvia de ’na frebbe maliggna
c’era invesce dell’angelo una piggna
e Ccastello era la gran mola driana.

Accidenti! che buggera de mola!
Averanno impicciato tutt’er fiume
co li rotoni de sta mola sola!

Oh vvarda, cristo!, come va er custume!
Mascinà pprima er grano pe la gola,
eppoi pell’occhi fà ggirelli e ffume!

G.Gioacchino Belli

Caster-Zant’-Angelo

Quer buggero llí sotto ar piedestallo
dell’angelo, in ner mezzo de Castello
che ppare un cuppolone de cappello
o un zetaccio o una forma de timballo,

c’è cchì ddisce ch’è mmaschio, bbuggiarallo!,
come li sassi avessino l’uscello!
Eppoi, l’antro ch’è ffemmina indov’ello
pe ppoté ffà la razza e mmaritallo?

Quer che cce cricca, se fa ppresto a ddillo,
ma pprima de poté mettesce er bollo,
’ggna dàjje tempo e staggionà er ziggillo.

Una spesce llaggiú dde ponte-mollo!
È mollo un cazzo, e cchi llo vò ccapillo
se lo vadi a ffà ddà tra ccap’e collo.

G.Gioacchino Belli

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vedi anche: Ponte Sant'Angelo

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