
VIA NAZIONALE
Chiesa dei SS.
Domenico e Sisto | Santa Caterina da Siena
| Sant' Agata de' Goti | San
Vitale

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Via Nazionale 1 |
Roma:
Via Nazionale 2 |
Roma:
Largo Magnanapoli 1 |
Roma:
Torre delle Milizie 2 |
Roma:
da Largo Magnanapoli 1 |
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| Roma:
Mura Serviane |
Roma:
Villa Aldobrandini 1 |
Roma:
Villa Aldobrandini 1 |
Roma:
Via Magnanapoli 2 |
Roma:
Palazzo delle Esposizioni 2 |
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| Roma:
Via delle Tre Cannelle 3 |
Roma:
Via Nazionale vista dal Vittoriano |
Roma:
Opera di Kan Yasuda vista da Largo Magnanapoli |
Roma:
Piazza Esedra 3 |
Roma:
Piazza Esedra 2 |
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Chiesa dei SS. Domenico e Sisto
Periodo Barocco
Nel monte Magnanapoli è la chiesa di s. Domenico
col monastero di monache della religione del medesimo Santo. Nell'an.
1611 essendosi riempito il monastero di molte nobili Romane, vi
fecero esse una bella, e grande aggiunta; e nel Pontificato d'Urbano VIII
è stata la chiesa rifatta in forma magnifica con vaghi altari,
e facciata,
col disegno di Vincenzio della Greca.
La prima cappella a mano destra, fatta con disegno del cav. Bernini,
ha le statue di marmo di Cristo, e della Maddalena, scolpite da
Antonio Raggi: nell'altra vicina è il martirio di s. Pietro
Martire, fatto ad imitazione di quello di Tiziano, che è
a Venezia, da un Senese con altre pitture; e nella terza cappella
è l'immagine di s. Domenico portata in Soriano
da tre suore, dipinta di mano del Mola.
Le pitture della tribuna della chiesa, co' fatti di s. Domenico,
erano del Baglioni, ora però da uno de' lati è
colorita una battaglia da Pietro Paolo Baldini; e nell'altro incontro
l'istoria ad affresco
è di Luigi Gentile, del quale son anche le altre di Maria
Vergine nella facciata
principale, dove sopra l'altar maggiore si venera un'immagine di
Maria. Le pitture nella sua volta,
e tribuna con una Gloria delle Sante della religione, e san Domenico,
son opere del Canuti.
La cappella che ne viene segutiando il giro, sta effigiato un Cristo
in croce con tre Santi a' suoi piedi, che credesi del Lanfranco,
ma tenuto da molti per copia: ed il quadro dell'altare contiguo
molti voglione, che sia dell'Allegrini.
Nell'ultima cappella è dipinta la Madonna santissima del
Rosario con s. Domenico, e santa Caterina inginocchioni, opera
delle migliori, ch'abbia fatto il Romanelli: ed il voltone della
chiesa è del suddetto Canuti Bolognese.
 
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Chiesa di Santa Caterina da Siena a Monte
Magnanapoli
Con l' ajuto della signora Porzia de' Massimi
fu dato principio l' anno 1563 in circa a questa chiesa, che è
nel medesimo monte, col monastero di monache dell' Ordine di s.
Domenico, ed ultimamente rinovata tutta con un portico d' avanti,
architettura di Gio. Battista Sorìa, dove sono due statue
di stucco fatte da Francesco de' Rossi, che nella Roma antica, e
moderna è detto per isbaglio Francesco Rosa.
Nel primo altare sulla destra è effigiata santa Maria Maddalena
di mano di Benedetto Luti, che dipinse anche la volta. Nel secondo,
che segue, è il quadro con varj Santi del Garzi; nell' altro
della terza il s. Domenico, che risuscita un fanciullo, è
di Biagio Puccini, e le pitture a fresco sono del Vasconio.
L' altare maggiore è disegno di Melchiorre Casa Maltese;
come anche è sua opera la santa Caterina scolpita in marmo
d' alto rilievo. I due bassirilievi laterali sono del Bracci.
Dalle bande è dipinta s. Caterina, che presenta una rosa
al Bambino, e la Madonna portata dagli Angioli, pitture di Francesco
Rosa, come anche il Dio Padre, ed altre figure nel cupolino. I due
tondi sopra le porte della sagrestia, e del confessionale sono di
Luigi Garzi, e la Madonna del Rosario nella cappella seguente è
del Passeri.
La volta della cappella, che è vicina alla sagrestia, è
di Giovan Batista Speranza con varie istoriette di Maria Vergine;
il sott' arco però della medesima è di Gio. Batista
Ruggieri Bolognese, che nel mezzo figurò santa Maria Maddalena,
e santa Caterina; e da un lato s. Domenico, e s. Gio. Batista; dall'
altro s. Gio. Evangelista, e s. Filippo Neri.
Tre Angioli in piedi, dipinti nell' altare della cappella contigua,
sono di mano di D. Fabio della Corgna: le pitturine a fresco nella
volta sono lavoro di Gio. Paolo Tedesco: e nell' ultimo altare è
effigiato s. Niccolò da Pietro Nelli.
La volta della chiesa, fatta di nuovo, è stata dipinta dal
medesimo Luigi Garzi.
 
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Chiesa di Sant' Agata de' Goti (in Suburra
o de Caballo)
Incontro a s. Bernardino è s. Agata
in Suburra col monastero de' monaci di Monte Vergine. Questa chiesa
fu ristorata, e splendidamente abbellita dagli Eminentissimi Barberini,
i quali l' hanno fatta ornare di pitture.
Nel primo altare, che è dedicato a s. Agata, si vede la sua
statua dorata. Le pitture nella tribuna dell' altar maggiore sono
di Pietro Paolo Perugino, allievo del Cortona, del quale sono anche
gli altri quadri in alto nella nave di mezzo. I due Santi con l'
immagine della Madonna di Monte Vergine, portata dagli Angioli,
sono fatiche di Alessandro Francesi Napolitano; ed è chiesa
Diaconìa Cardinalizia.
Il disegno del deposito del card. Bichi è di Carlo de' Dominicis.
I monaci hnno abbellita la chiesa con la facciata, e un portico
col disegno di Francesco Ferrari.
Pio IX concesse la chiesa e il relativo convento
agli irlandesi e si conserva entro un sobrio monumento il cuore
dell'irlandese patriota O'Connell (1775-1847).
 
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Chiesa
di San Vitale
Chiesa dedicata a Vitale marito di S. Valerla
e padre dei SS. Protaso e Gervasio martiri. Arruolatosi nelle milizie
salvò molti cristiani; saputosi che era cristiano fu straziato
con pettini di ferro l'anno 62.
La chiesa fu eretta nel 405 dalla matrona Vestine, su l'area della
casa di Pomponio Attico. Vestina, per le spese di costruzione, assegnò
una parte del dazio della Porta Nomentana che aveva in appalto.
Dalla fondatrice, la chiesa nel primo medioevo aveva il titolo di
Vestina, Ebbe vari restauri e l'ultimo fu di Pio IX che, per la
sistemazione dell'allora tracciata V. Nazionale, vi fece costruire
la scalinata d'accesso. Gli affreschi sulla parete di destra sono
del Poussin.— La porta è adorna da un intaglio del
sec. XVI.— Presso la chiesa nel sec. XVII fu rinvenuta, entro
un ricettacolo accuratamente murato, in una casa romana, la Venere
Capitolina. (Blasi 1923)
Le schede informative sono tratte da
Descrizione delle Pitture, Sculture e Architetture esposte in
Roma di Filippo Titi
stampato da Marco Pagliarini in Roma 1763 |
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