
VIA CAVOUR
San Pietro in Vincoli | Madonna de' Monti | San Martino ai Monti | Santa Lucia in Selci |
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| Piazza
della Subura 1 |
Torre dei Conti 1 |
Torre
dei Capocci 3 |
Chiesa
dei SS. Gioacchino ed Anna 1 |
Torre
del Grillo 2 |
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| Salita
del Grillo 1 |
Castello
Caetani 2 |
Castello
Caetani 1 |
Arco
de' Pantani 1 |
Foro
di Nerva 4 |
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| Chiesa di Santa Maria in Nives 2 |
Via
Liberiana 1 |
Edicola Sacra in Via Liberiana |
Fontana
di via delle Terme di Tito 1 |
Colle
Oppio 3 |
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| Terme
di Traiano 4 |
Terme
di Traiano 3 |
Terme
di Traiano 2 |
Terme
di Traiano 1 |
Le
Sette Sale 1 |
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| Via delle 7 Sale |
Giardini di Colle Oppio |
Terma di Traiano |
Terme di Tito |
Terme
di Tito 2 |
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Chiesa di San Pietro in Vincoli
Papa Giulio II avanti d'essere assunto al pontificato fu protettore de' Canonicii regolari di s. Salvatore, e li fece venire a questa chiesa, dando loro per monastero il palazzo del Titolare, architettato da Giuliano da Sangallo.
Dopo, che fu creato Papa del 1503 ristaurò la chiesa col modello, ed architettura di Baccio Pintelli, e vi fece fare il suo sepolcro dall'eccellente Michelangelo Bonarroti.
Nel primo altare a mano destra della chiesa è dipinto sant'Agostino con altre figure dal Guercino da Cento, opera molto lodata. Il sepolcro del card. Margotti col ritratto del medesimo è una delle belle opere del Domenichino, e il suo ritratto, ch'è dall'altra parte.
Nell'altro altare si rappresenta s. Pietro in carcere, avvisato dall'Angelo, opera ben copiata dall'originale del Domenichino, ch'è nel monastero. La tavola del Domenichino si trova intagliata in rame.
Il disegno del sepolcro del suddetto Pontefice con la statua di Mosè scolpita in marmo con gran maestrìa, e maniera ammirabile, è un tesoro lasciato da Michelangelo Bonarroti; le due figure però pur di marmo, alte inque braccia, furono fatte con ordine del medesimo da Raffaello da Montelupo. Le statue del Montelupo rappresentano Rachele, e Lia per denotare la Vita attiva, e contemplativa. La cassa sepolcrale con sopra la statua del Papa fu scolpita da Maso del Bosco, e la Madonna col Bambino è di Scherano da Settignano, e le due statue ad essa laterali d'un profeta, e d'una sibilla sono del medesimo Montelupo, che non vi potè assistere, essendo indisposto. Nel claustro è un bel pozzo, e ben lavorato da Simon Mosca Fiorentino. Doveva questo sepolcro esser molto più ricco di statue, e posto in isola in mezzo di chiesa, come mostra il disegno pubblicato nelle note al Vasari dell'edizione del 1759. Ma non avendolo il Bonarroti potuto finire secondo la sua vasta idea, lo ristrinse alla forma presente. La statua di Mosè andava in alto, e isolata con sette altre simili, due per cantone.
La cappella contigua de' signori Conti Silvestri, ristaurata ultimamente con buona architettura, ha nell'altare una mezza figura di s. Margherita, colorita dal Guercino da Cento, e nella sua volta son buone pitture.
Le pitture nella tribuna con diversi scompartimenti d'istorie sono di Jacopo Coppi cittadino Fiorentino [e] furono ristorate da Giacomo Carboni nel 1706. Il quadro di mezzo, che rappresenta la liberazione d'un indemoniato per mezzo delle sante Catene, è di Gio. Batista Parodi. Da una parte della tribuna è la memoria, e il ritratto di D. Giulio Clovio canonico di quell'Ordine, e miniatore il più eccellente in tal arte. La tavola all'altare del Sacramento è di Giuseppe Santi Mantovano. Ed il Cristo morto, con Maria Vergine, ed altre figure nel quadro dell'altare della cappella dall'altra parte, con le pitture nella sua volta, sono di buona mano.
Seguitando il giro, vi è il sito, dove si conservano le catene di s. Pietro. Per di sopra è una istorietta, che rappresenta la prigionia del medesimo, ed è di Paris Nogari; come anche le pitture dalle bande. l sepolcro del card. Vecchiarelli è pensiero, e disegno galante del sig. Pietro Vecchiarelli, scolpito da due Napoletani.
Si trova poi un altare con la Vergine Maria, figura antica, con un s. Sebastiano di mosaico del VII secolo, adornato con stucchi moderni: e nell'ultimo altare è un quadro d'autore di qualche stima, con una Pietà, e le Marie.
Vicino alla porta principale si conserva ancora una pittura nel muro, pur antica, fatta da Antonio del Pollajolo Fiorentino, pittore insigne di quei tempi, con il suo deposito, e ritratto in marmo, come anche quello del fratello, che unitamente fecero i sepolcri de' papi Sisto IV ed Innocenzio VIII in san Pietro Vaticano.
La pietà dell'Ecc. sig. principe D. Gio. Batista Panfilj per fare a questa insigne chiesa un nobile soffitto assegnò sc. 3515 il quale fu subito fatto col disegno del cav. Francesco Fontana, in cui, facendolo in altro modo, si sarebbe richiesta duplicata spesa. Per tanto nel termine di soli mesi otto si vide perfezionata lodevolmente la soffitta, nel mezzo della quale si mira un maestoso, e spazioso quadro di palmi 75, il quale è stato dipinto con spirito da Gio. Batista Parodi Genovese, a spese del cardinal Durazzo, titolare di detta chiesa, rappresentante il miracolo della liberazione dell'indemoniato per mezzo delle catene di s. Pietro.
 
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Chiesa della Madonna de' Monti
Fu fatta questa chiesa del 1579 sotto Gregorio XIII con l' architettura di Giacomo della Porta, come anche la facciata, la sagrestia, ed altre stanze per le grandi elemosine di persone pie, che ivi mantengono molti sacerdoti, ed altri ministri, essendo unita alla compagnia de' Catecumeni, col bel palazzo fatto fare dal card. s. Onofrio per il collegio de' Neofiti, con l' assistenza di Monsig. Diomede Varese, architettato daGasparo de' Vecchi.
Tutta la cappella di s. Carlo, che è la prima a man destra nell' entrare per la porta principale, colorita con diverse istorie, è pittura di Giovanni da s. Giovanni; come anche sopra la cappella di fuori il Redentore, che chiama s. Pietro, e s. Andrea; e le nozze di Cana Galilea sopra la porta di fianco sono del cav. Guidotti.
Nella seconda cappella è sull' altare una Pietà, copiata da quella di Lorenzino da Bologna, che sta nella sagrestia di s. Pietro, da Antonio Viviano; e da uno de' lati la flagellazione di Cristo è di Lattanzio Bolognese; il portar della Croce, del Nogari; e la resurrezione del Salvatore con altre pitture per di fuori a fresco è di Gio. Batista Lombardelli della Marca.
Le tre istorie di Maria Vergine nella tribuna, con li quattro Evangelisti ne' triangoli della cupola, e da uno de' fianchi l' Annunziata, dall' altro la Concezione di Maria, son tutte di Cristofano Consolano; e le pitture nella cupola sono de' medesimi maestri. Fra le altre l' incoronazione di Maria Vergine, e la visitazione di s. elisabetta sono opere di Baldassarino Croce da Bologna: e l' Assunzione fu condotta dal cavalier Guidotti; li due angioli di stucco sopra l' arco della cappella de' signori Bianchetti, sono del Buonvicino Milanese; e gli altri, di diversi.
La cappella, che segue, passato l' organo, altro nell' altare il quadro con la natività di nostro Signore, colorito dal Muziani. Il Baglioni nella Vita del Muziano pone questo quadro nella cappella Bianchetti. Le storiette nella volta, e le due da' lati a olio son del Nogara. Ne' plastri li profeti, e sopra l' arco l' incoronazione di Maria Vergine fatte a fresco son opere di Cesare Nebbia.
L' ultima cappella ha l' Annunziata, e dalle bande alcuni Apostoli, e nella volta alcune operette a fresco con quella sopra alla cappella, dove è nostro Signore, che porta la croce, tutte opere assai ben formate da Durante Alberti dal Borgo. Il portar della Croce è dallo stesso Baglioni a cart. 88 è attribuito al Nogari, ed è posto nella cappella dirimpetto a quella della Natività suddetta. E a cart. 118 attribuisce quello di questa cappella all' Alberti.
L' Ascensione di Cristo con Maria Vergine, gli Apostoli, ed Angioli dipinti nella volta della chiesa, e nelli fianchi di essa, li quattro Dottori della chiesa Latina, e nelle lunette alcuni Angioli, come anche sopra la porta principale, e per di dentro li due profeti grandi, sono opere tutte a fresco condotte con buona pratica dal Consolano, dove si vede, che ha imitato assai la maniera del suo maestro Pomarancio. Il lavatojo di sagrestia per li sacerdoti fu fatto col disegno d' Onorio Lunghi.
 
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Chiesa di San Martino ai Monti
È la chiesa di s. Martino parrocchia antichissima, fabbricata (come molti dicono) dall'imperator Costantino, e dopo molti ristori avuti da Pontefici, e cardinali, fu conceduta del 1559 ad una Congregazione de' PP. Carmelitani, nel quale tempo ebbe altri miglioramenti. Il cardinale s. Carlo Borromeo fece il soffitto: il card. Gabrielle Paleotti, la porta maggiore. Fu il coro, e l'altar maggiore con marmi adornato da Paolo Santacroce nobile Romano.
La chiesa fu ristorata, ed abbellita dal P. Filippini, Generale Carmelitano, con architettura di Filippo Gagliardi, che nella nave di mezzo dipinse anche tutte le prospettive; e le statue di stucco, che vi si vedono, sono del prime opere di Paolo Naldini, fuori che quelle rappresentanti s. Antonio, e s. Gio. Batista fatte da un Fiammingo.
Il quadro di s. Stefano con molte figure, posto nell'altare contiguo alla porticella della chiesa per dove si entra, è di Gio. Angelo Canini; e l'istoria di s. Martino nell'altro che segue, è opera di Fabbrizio Chiari. Un quadro nell'altare dedicato a s. Teresa è del Greppi, e nell'ultimo da questo lato Bartolommeo Palombo colorì la s. Maria Maddalena de' Pazzi.
Dall'altra banda della chiesa è rappresentato il Battesimo di Cristo dal medesimo Chiari. Poco più avanti Gio. Mielle Fiammingo ha colorito il quadro col battesimo di s. Cirillo, benchè vi sia, chi l'ha detto di Michel Fiammingo, non so con quale fondamento; nell'altro altare contiguo è dipinto s. Angelo Carmelitano con molte figure, di maniera gagliarda assai buona, da Pietro Testa: ed il santo Alberto nell'altro quadro è del Muziano.
Passata la porta della sagrestia, nell'altar maggiore è il quadro di s. Bartolommeo, colorito dal Canini: l'ultima cappella, seguendo il nostro giro, è della compagnia del Carmine, e il quadro è opera di Girolamo Massei da Lucca. Il s. Silvestro Papa, e s. Martino vescovo, posti dalle bande dell'altar maggiore, furono fatti dal cavalier Baglioni; e la tribuna tutta, come anche l'istoria del Concilio, vicino alla porta della sagrestia, sono opere d'un tal Galeazzo.
Li paesi bellissimi, tenuti da' professori in gran conto, che si vedono attorno alla chiesa, sono di Gaspero Pussino, fuori che due grandi, che pigliano in mezzo l'altare della s. Maria Maddalena de' Pazzi, dipinti perfettamente da Gio. Francesco Bolognese.
 
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Chiesa di Santa Lucia in Selci
Periodo Barocco
Lasciando la chiesa, e il monastero di s. Maria della Purificazione, che ha nell'altar maggiore un bel quadro, che non vi è memoria di chi sia, si scende alla strada dritta del rione de' Monti, che conduce a s. Prassede; e prima si trova a mano destra s. Lucia, unita al monastero di monache di s. Agostino, che fu consagrata, e ristorata da' fondamenti l'anno 1604 con l'architettura del Carlo Maderno.
Vi son molte pitture buone, e fra l'altre il quadro a olio nel primo altare, con s. Lucia, ed un manigoldo, è bell'opera del cavalier Lanfranco: il s. Agostino con Cristo, e Maria Vergine nell'altro altare, è lavoro dello Speranza.
L'Annunziata nell'altar maggiore è opera assai buona d'Anastasio Fontebuoni. S. Giovanni, che comunica Maria Vergine nell'altare, che segue, è pittura del medesimo Speranza: e nell'ultimo altare Maria Vergine, e Gesù in aria, e per di sotto s. Agostino, e s. Monica, è del cavalier d'Arpino.
Un Padre eterno, dipinto sopra la porta della chiesa per di dentro, è opera del medesimo cavaliere; ed alcune pitture colorite nella volta sono di Gio. Antonio Lelli.
Le
schede informative sono tratte da
Descrizione delle Pitture, Sculture e Architetture esposte in Roma
di Filippo Titi
stampato da Marco Pagliarini
in Roma 1763

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