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Chiesa di Santa Prassede a Roma

Chiesa di Santa Prassede 5

Chiesa di Santa Prassede a Roma

Chiesa di Santa Prassede 1

 
Chiesa di Santa Prassede

La chiesa parrocchiale di s. Prassede è antica, e di gran divozione, e vi abitano i monaci di Vallombrosa. Questa chiesa fu restaurata da Niccolò V col disegno di Bernardo Rossellini Fiorentino. Due cardinali di essa titolari la ristorarono, uno fu s. Carlo Borromeo, che vi fece avanti alla chiesa il portico con la facciata, rassettò d'ogni intorno le navi di dentro, rinnovò tutto il coro, fece il tabernacolo per il Santissimo, e pose le due statue delle ss. Prassede, e Pudenziana dai lati della tribuna, e molt'altre cose con disegno di Martino Longhi. L'altro, Alessandro de' Medici, che fu poi Leon XI, che fece dipingere la nave di mezzo con diversi fatti della Passione di nostro Signore.
L'orazione nell'orto, ed incontro il nostro Signore, che porta la croce, con li suoi ornamenti intorno, sono pitture di Gio. Cosci Fiorentino; come anche gli Angioli con i misterj della Passione in mano, l'istoriette finte di bronzo ad affresco, con gli otto Apostoli, e puttini ne' pilastri di detta nave sono dello stesso.
L'istoria di Gesù Cristo condotto a Caifas, con Angioli intorno, è opera di Girolamo Massei: l'incoronazione di spine, con varie figure è pittura del Croce. Gesù Cristo condotto a Pilato, la sua flagellazione, e l'Ecce Homo sono di mano del Ciampelli; e nell'altro vi operò Paris Nogari, ed altri. Alcuni delli chiari scuri però tinti gialli sono di Cesare Rossetti.
La facciata sopra la porta per di dentro con l'Annunziata, li Apostoli, e puttini, è fatica ad affresco di Stefano Pieri, ma di poco gusto; e l'istorietta ad affresco alla porta di fianco, con due Santi dai lati, e l'Angelo sopra all'acqua santa, ed eziandio Maria Vergine con Gesù in braccio, effigiata sopra alla porta della sagrestia, sono del Ciampelli.
Cominciando ora il giro dalla porta principale sotto le navate minori, si vede a man destra la cappella di s. Bernardo, la cui tavola è di D. Filippo Luzzi, la quale nell'altre edizioni di questo libro era detta dell'Alberti. Il quadro laterale dalla parte del Vangelo è di Angelo Soccorsi Romano, e quello incontro di Domenico Pestrini Pistojese, e le due luentte del detto Soccorsi
Nella cappella, che segue, il quadro dell'altare, dov'è dipinto un Cristo morto con altre figure, è di Gio. de' Vecchi dal Borgo; la volta con diversi spartimenti, ed un Dio Padre in mezzo, son di Guglielmo Borgognone: e le due lunette dai lati son di Ciro Ferri allora giovane, fatte con buon gusto sulla maniera di Pietro da Cortona suo maestro.
Si conserva nella cappelletta contiguo, ornata di mosaici antichi, la colonna, alla quale si dice, che fu flagellato nostro Signore, portata in Roma dal cardinal Gio. Colonna Legato; ed il quadro, in cui è un Cristo battuto alla stessa colonna, è opera insigne di Giulio Romano, ora trasferito in sagrestia.
Nel pilastro di contro a questa cappella il busto di Monsignor Santoni sopra la sua memoria è scolpita dal cav. Bernini.
Nel 1730 il card. Pico della Mirandola titolare rifece l'altar maggiore, e sopr'esso il ciborio, e la balaustrata di marmo. Fece fare il quadro di mezzo da Domenico Muratori, e dipigner la volta da Antonio Bicchierai, e ne' pilastri del grande arco i ss. Pietro, e Paolo. I quattro Angioli su gli angoli del ciborio sono opera di Giuseppe Rusconi. Architetto ne fu Francesco Ferrari. Fece anche ristorare la cappella sotterranea, dov'è il corpo di s. Prassede con molte altre reliquie.
Dall'altra parte della chiesa è la sagrestia, dov'è un quadro con due Santi inginocchioni avanti al Crocifisso, fatti con buon gusto dal Ciampelli. La Madonna, ch'è sopra la porta esteriore, è dello stesso Ciampelli. Il quadro dell'altare nella cappella vicina, ornata di molte prospettive fatte da Gio. Batista Rossi, fu colorito da Guglielmo Cortese Borgognone suddetto.
Il quadro dell'altra cappella, che è de' signori Olgiati, fu dipinto da Federico Zuccheri con un Cristo, che porta la croce; e la volta con l'Ascensione di nostro Signore, Maria Vergine, li Apostoli, i Profeti, e le Sibille, fu colorita dal cav. d'Arpino.
Nella cappella, che segue, dedicata a s. Carlo, la tavola è di Stefano Parocel, e i quadri laterali di Lodovico Stern.
L'ultima cappella ha tutti i quadri dipinti da Giuseppe Severoni.

Le schede informative sono tratte da
Descrizione delle Pitture, Sculture e Architetture esposte in Roma di Filippo Titi
stampato da Marco Pagliarini in Roma 1763

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