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PIAZZA SAN PIETRO

Basilica di San Pietro in Vaticano a Roma

Basilica di San Pietro in Vaticano a Roma

Roma: Via della Conciliazione e Basilica di San Pietro

Piazza San Pietro in Vaticano a Roma

Roma: Fontana di Piazza San Pietro

Basilica di San Pietro in Vaticano a Roma

Roma: Colonnato della Basilica di San Pietro

Basilica di San Pietro in Vaticano a Roma

Roma: Statue sul Colonnato della Basilica di San Pietro

Piazza San Pietro in Vaticano a Roma

Roma: L'Obelisco di Piazza San Pietro

Basilica di San Pietro in Vaticano a Roma

Roma: Colonnato della Basilica di San Pietro

Basilica di San Pietro in Vaticano a Roma

Roma: Colonnato della Basilica di San Pietro

Basilica di San Pietro in Vaticano a Roma


Roma: Cupola della Basilica di San Pietro e Obelisco

Roma Porta Angelica

Roma: Porta Angelica

Basilica di San Pietro in Vaticano a Roma

Roma: Colonnato della Basilica di San Pietro

Basilica di San Pietro in Vaticano a Roma

Roma: Cupola della Basilica di San Pietro e della Chiesa di Santa Maria in Sassia

Vedi anche:
Le Foto Basilica di San Pietro
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Piazza San Pietro

La Citta' del Vaticano con la Basilica di San Pietro si estende sulla riva destra del Tevere, sull'area dell'antico Ager Vaticanus, dove, nel circo e nei giardini di Nerone, molti Cristiani subirono il martirio, tra cui S. Pietro (67 d.c.). Via della Conciliazione iniziata nel 1936 con lo scopo pratico di convogliare il traffico verso il massimo tempio della Cristianita' e quello politico di porre fine al dissidio tra Stato e Chiesa.Per far posto alla Via della Conciliazione fu demolita la "spina" dei Borghi che delimitava il Borgo nuovo ed il Borgo vecchio.Tra il palazzo Torlonia ed il palazzo dei Penitenziari vi era la Piazza Scossacavalli con al centro la fontana che oggi si trova davanti a S. Andrea della Valle sul corso Vittorio e la sparita chiesa di S. Giacomo.La storia dell'attuale Basilica iniziò nel 1452 con l'architetto Rossellino, nel 1506 con Bramante, nel 1514 con Raffaello, nel 1547 con Michelangelo, nel 1588 con Giacomo della Porta, nel 1607 con Fontana e Maderno, nel 1624 con Bernini. La piazza San Pietro, capolavoro d'architettura del Bernini. Roma:
La piazza è un immensa ellissi di 240 m di larghezza, su cui, nel fondo, al di la' di un grandioso sagrato rettangolare, prospetta la facciata della basilica, dominata dalla cupola michelangiolesca. La sommita' della croce tocca i 136 m, si puo' salire fino ad una balconata tramite un ascensore e una stretta scala di 302 gradini da fare a piedi. Il grande colonnato del Bernini è costituito da una quadruplice fila di 284 colonne e 88 pilastri, coronata da 140 statue di santi che abbraccia con 2 emicicli laterali la vasta piazza con al centro l'obelisco neroniano fiancheggiato da 2 fontane.

E considerabile l' ampia sua piazza, la quale volendo Alessandro VII render maravigliosa, ne fece fare per adornarla più disegni, e dal Cavaliere Gian Lorenzo Bernini Fiorentino, più d'uno dal Cavalier Rainaldi, dè quali erano rimasi i modelli in sua casa.
Fu messo in opera quello del Bernini, che è composto di quattro ordini di grosse colonne di travertino in numero di 320, le quali avendo per centro una smisurata guglia, formano un immenso teatro, per ornamento del quale posa sopra l'ordine attico, che ricorre sopra di esso colonnato un giro di 138 statue, fatte la maggior parte colla direzione del detto Cav. Bernini.
Le statue di travertino, che sono sopra i portici, non sono 44 come si legge nelle prime di nuovi, ma 140. La ragione di questa varietà è provenuta dall' essere state aggiunte posteriormente altre statue, le quali si richiedevano secondo il disegno del Bernini, il che compiuto, come ora è, ne ha fatto giungere il numero a 140. Nell' edizione di questo libro fatta nel 1721 pure si legge, che le statue sono 44 e che ve l' ha fatte porre Clemente XI. Nell' edizione del 1708 si dice, che posa sopra gli architravi di questi portici un giro di statue, disegno del cav. Bernini senza esprimerne il numero. Essendo dunque il Bernini morto l' anno 1680 non potevano esservi state collocate da Clemente XI, ma avrà voluto dire che fece l' ultima ristampa di questo libro, che Clemente XI fece scolpire, e collocare le 44 statue che mancavano per compire tutto il giro, secondo l' intenzione del Bernini.
I nomi delli scultori di esse 44 sono i seguenti:
1. Francesco Marchionne
2. Sillano Sillani
3. Paolo Morelli
4. Giuseppe Raffaelli
5. Antonio Fantasia
6. Francesco Brunetti
7. Simone Giorgini
8. Agostino Zena
9. Andrea Fucina
10. Girolamo Gramignoli
11. Pietro Mantinovese
12. Giuseppe Ferrantini
13. Michele Maglia
14. Francesco Galesini
15. Vincenzio Felici
16. Francesco Pincellotti
17. Francesco Giuseppe Napoleoni
18. Domenico Amici
19. Giuseppe Riccardi
20. Francesco Cristallnio
21. Michele Mauri
22. Gio. Pietro Mauri
23. Vincenzio Mariotti
24. Paolo Campi
25. Gio. Batista Antonini
26. Giuseppe Micheletti
27. Niccolò Artusi
28. Alessandro Palma
29. Giulio Coscia
30. Girolamo Protopapa
31. Alessandro Rondoni
32 Marco Tommasini
33. Antonio Alignini
34. Annibale Casella
35. Lorenzo Lirone
36. Antonio Galbani
37. Paolo Reggiani
38. Antonio Frediani
39. 40. 41. Monsù Teodone
42. 43. 44. Lorenzo Ottone.

Quelle, che sono dalla parte del s. Uffizio, sembrano fatte prima col disegno del Bernini, tenendo molto della sua maniera, e quelle dalla parte del palazzo pgo pajono fatte in tempo posteriore, non avendo una mossa così galante come le prime. I nomi degli altri scultori, che hanno fatto il resto di quest' ornato, non ci è note, nè di quelle, che sono sopra i portici chiusi.
Vedesi poi la guglia di granito Egiziano, eretta per comando di Sisto V, sopra una base molto alta sostenuta da quattro leoni di bronzo dorato, opere di Prospero Bresciano. Fu questa guglia, mirabilmente dal Cav. Domenico Fontana inalzata (la quale era prima nel Cerchio di Cajo) e si valse di Matteo da Città di Castello, che fece veder prove miracolose del suo valore in genere di meccanica. Questa guglia con la sua infima base fino all' estremità è alta palmi 180, e un quarto, per quello asserisce il Cav. Fontana.
Per inalzarla furono adoperate 5 leve, 40 argani, 900 e più uomini, con 10 architetti soprastanti, e 75 cavalli, e fu drizzata alli 10 di Settembre del 1586 di mercoldì a ore 20. Il venerdì fu poi consacrata, benedetta, e dedicata alla Croce di N. Signore. La spesa d' inalzare, trasportare, abbassare, e drizzare la detta guglia con tutti gli adornamenti, doratura, ed altre cose, ascese all somma di scudi 38 mila Romani, senza includervi quel metallo, che era della Rev. Camera Apost., che servì per fare la Croce posta in cima; ed i leoni posti a basso, in maniera, che pare, che essi sostengano tutta la suddetta macchina.
Ai due lati di questa sono due fontane, che con profluvio di acqua rendono maravigliosa la vista di sì nobil teatro, da uno dè fianchi laterali del quale si entra nell' immenso Palazzo Vaticano, e dall' altro si giunge ad imboccar nel portico grande della Chiesa. Costantino il grande la fondò, e l' arricchì d' infiniti tesori, di cui nelle vicende dè secoli fu altre volte spogliata; ed altre volte abbattuta.

Testo tratto da: Descrizione delle Pitture, Sculture e Architetture esposte in Roma di Filippo Titi stampato da Marco Pagliarini in Roma MDCCLXIII
Il testo è nel dominio pubblico.


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