GALLERIE FOTO : MONUMENTI | LUOGHI | PASSEGGIATE | PANORAMI | CURIOSITÀ
HOME | TURISMO E CULTURA | FILM | LETTERATURA | BLOG | METEO | CONTATTI | RICERCA

i Tesori di Roma
info@tesoridiroma.net

PIAZZA DEL QUIRINALE

Chiesa dei Santi Domenico e Sisto | Chiesa di San Silvestro Papa

Palazzo del Quirinale di Roma

Palazzo del Quirinale 1

Palazzo del Quirinale di Roma

Palazzo del Quirinale 3

Piazza del Quirinale di Roma

Piazza del Quirinale 1

Piazza del Quirinale a Roma

Piazza del Quirinale 6

Piazza del Quirinale a Roma

Piazza del Quirinale 4

Palazzo del Quirinale di Roma

Palazzo del Quirinale 2

Palazzo della Consulta di Roma

Palazzo della Consulta 1

Palazzo della Consulta di Roma

Palazzo della Consulta 2

Quirinale ex Palazzo Pontificio in Monte Cavallo

Dove ora è questo vasto palazzo, era un casino di delizia de' duchi Estensi, i quali avendolo ceduto a Gregorio XIII egli cominciò a ingrandirlo, e si valse dell'architettura di Flaminio Ponzio Lombardo. Fu proseguito da Ottaviano Mascherino, e con suo disegno fu fatta la scala a lumaca, con l'appartamento nobile, il portico, e la loggia, dove è l'orologio. Sisto V seguitò la fabbrica, e con suo ordine furono posti nella piazza li due colossi, e gran destrieri, opere attribuite volgarmente a' celebri Fidia, e Prassitele; essendone stato architetto il cav. Domenico Fontana.
Clemente VIII vi fece fare molti ornamenti, come anche nel giard; e Paolo V l'ornò della gran sala con la cappella, con gli appartamenti contigui; compì, e riquadrò il cortile con una scala doppia, ed abbellì maggiormente il giard con disegno di Carlo Maderno.
Vi fece far molto anche Urbano VIII, che circondò il giardino di gran muraglioni, e Alessandro VII accrebbe gli appartamenti per la famiglia, di che fu architetto il cav. Bernini, continovati alquanto da Innocenzio XIII, e terminati per un gran tratto da Clem. XII con l'assistenza del cav. Fuga, col cui disegno fu ornato il palazzetto, ch'è in fine di detti appartamenti; facendo nel cortile di esso una fontana, che fa prospetto, e quivi vicino fece la cappella degli Svizzeri, dove è la tavola del B. Niccolò di Rupe dipinta da Sebastiano Ceccherini.
Venendo ora a descrivere questo palazzo, il portone, sopra il quale è la ringhiera della Benedizione, è detto da alcuni esser disegno del Bernini, ma sembra di maniera più antica. La statua di s. Pietro, che vi è sopra, è di Stefano Mderno, e quella di s. Paolo è di Guglielmo Bertolot, e la Madonna, che è sopra il finestrone, è di Pompeo Ferrucci.
Il cortile è maestoso, e lungo passi 150, e a destra delle sue logge sono due branche della scala principale, che conducono per due altre nel piano nobile del medesimo palazzo; e voltando nel salire a mano destra in capo alla seconda branca s'entra nella gran sala, dalla quale cominceremo il nostro giro.
Questa è ornata d'un ricco soffitto, dove sono le armi di Paolo V, e d'un fregio grande, di cui le prospettive sono d'Agostino Tassi, e le figure sono d'Orazio Gentileschi.
La facciata verso la cappella fu dipinta dal cav. Lanfranco; come anche quella incontro e nelle altre facciate verso le finestre, e le porte, per dove si entra, dipinse molte figure, e fece altri lavori Carlo Veneziano, che si riconoscono alla maniera assai debole, in paragone di quella del Lanfranco. Al muro sono appesi varj cartoni del Domenichino, e molti grandi di Carlo Maratta, che servirono per li mosaici delle cupole di s. Pietro, traportati quì d'ordine d'Innocenzio XII, e la tavola originale di s. Petronilla del Guercino, messa in mosaico dal Cristofani in s. Pietro.
Il bassorilievo di marmo sopra la porta, che conduce nella cappella Papale, e rappresenta, quando Cristo lavò li piedi agli Apostoli, è di Taddeo Landini Fiorentino. Degli Angioli, che sostengono l'arme del Pontefice, che si vede per di sopra, quello a mano sinistra è lavoro di Pietro Bernini; l'altro alla destra del Bertolot Francese. La cappella è vasta, con una volta ricca di stucchi dorati, ed ornamenti, e ultimamente N. S. Clemente XIII vi ha fatto fare un bello altare ricco di marmi col disegno del sig. Paolo Posi Senese.
Dalla sala, entrando nell'appartamento detto de' Principi contiguo alla cappella, si vede una quantità di camere abbellite con fregi, quasi tutti coloriti da Pasqual Cati da Jesi; quello però della stanza picciola, contigua alla galleria, è d'Antonio Caracci.
Questo appartamento è pieno d'ottimi quadri. Evvi la resurrezone di Lazzaro, opera celebre del Muziano, ch'era in s. Maria maggiore. Del Rubens v'è una bella Madonna col Bambino; del Domenico un Cristo paziente con un manigoldo, che lo schernisce; di Niccolò Pussino il martirio di s. Erasmo, del quale è il mosaico nella Basilica Vaticana; di monsù Valentino l'eccellente tavola col martirio de' ss. Processo, e Martiniano posta in mosaico nella stessa basilica; di Fra Bartolommeo della Porta san Pietro, e san Paolo in due quadri, che per la loro eccellenza vengono comunemente, e a ragione reputati di Raffaello, il quale solamente lavorò un poco sul s. Pietro, che il Frate non avea terminato; e altri bei quadri d'altri valentuomini.
Segue poi una vaga, e gran galleria, Alessandro VII la fece dipingere con diverse istorie del Testamento Vecchio, e Nuovo da' migliori artefici, che alar vivessero.
Nell'ovato, che è sopra alla prima finestra, cominciando il giro a mano destra, si vede rappresentato Dio nel roveto da Gio. Francesco Bolognese; e nel quadro gde, che segue fra le finestre, Gio. Mielle ha figurato, quando Mosè passò il Mar Rosso, e Faraone vi si sommerse.
La Terra di promissione nell'altro ovato contiguo è del suddetto Gio. Francesco, e Monsù Guglielmo Borgognone condusse l'istoria grande con la battaglia di Giosuè.
Gedeone, che cava dalla pelle la rugiata, è lavoro di Salvatore Rosa. Nell'ovato sopra la terza finestra, il fatto di David, quando diede la morte al gigante Golìa, è di Lazzaro Baldi, colorito nell'altro sito maggiore.
Il giudizio di Salomone fu espresso da Carlo Cesi medesimamente sopra ad una finestra. L'istoria del re Ciro nell'ultimo gran quadro da questa parte, è opera di Ciro Ferri, del quale è anche l'ovato con la Nunziata di Maria Vergine, che segue.
Nella facciata, dove termina questa gallerìa, si vede una grande istoria con quantità di figure, in cui fu rappresenta la Natività di Gesù Cristo, da Carlo Maratta; e nell'ovato sopra alla finestra, voltando per l'altra parte, Egidio Scor Tedesco dipinse la creazione d'Adamo.
Nel sito grande, che anche di quà cammina col medesimo ordine, e distanza di finestre, vi ha colorito Gio. Angelo Canini Dio Padre, che scaccia Adamo, ed Eva dal Paradiso Terrestre; e nell'altro sopra alla finestra, che è contiguo, si vede l'istoria del sacrifizio di Abele, e Caino, che è opera del suddetto Egidio.
L'arca di Noè fabbricata nel tempo del Diluvio universale, dove si vedono diverse specie d'animali, è lavoro di Gio. Paolo Tedesco, fratello d'Egidio Scor; ed il Diluvio, rappresentato nell'ovato che segue, è pittura del medesimo Egidio.
Quando Abramo volle sacrificare a Dio il suo figlio Isac, fu figurato da Gio. Angelo Canini; ed Ismael con l'Angelo sopra alla finestra contigua, è opera di Gio. Francesco Bolognese.
Il fatto di Giacob, e Esaù nell'ultimo quadro grande, che è da questa banda, è di Fabbrizio Chiari; e nell'altr'ovato nel fine, espresse Giovan Francesco suddetto, quando Giuseppe Ebreo fu venduto da' fratelli.
Nella gran facciata, che è dove cominciò, e finisce il nostro giro, si vede l'istoria, di quando Giuseppe suddetto fu poi adorato da' fratelli, dipinta eccellentemente da Francesco Mola Svizzero.
Le figure, ed altri ornamenti di chiaro scuro, che tramezzano l'istorie suddette, son del Chiari, del Canini, del Cesi, di Egidio, ed altri; e li paesi, e prospettive, con colonne, e verdure, sono di Gio. Francesco Bolognese, e Gio. Paolo Tedesco.
Di quì seguitando avanti negli appartamenti sotto l'orologio, si passa per due gallerie piccole, dipinte in tempo d'Urbano VIII, con tutte le fabbriche, ch'egli fece nel suo Pontificato; e questi sono lavori per prospettiva, paese, e figure, in quantità molto riguardevoli, di Gio. Francesco Grimaldi Bolognese, e d'Agostino Tassi.
Si entra poi negli appartamenti fatti edificare da Gregorio XIII, dove sono quantità di stanze con soffitti ricchi d'oro, e fregi dipinti con istorie per la maggior parte del cav. d'Arpino. In una cappelletta, dove ascolta la messa il Papa nell'inverno, è dipinta ad affresco sull'altare la coronazione di spine di Gesù Cristo da Andrea Sacchi. I grotteschi sono del cav. Gio. Paolo Pannini. Nella stanza dell'udienza avanti a detta cappella è la Madonna di Guido Reni, ch'era in s. Maria Maggiore. In un'anticamera dell'estate è un san Giovannino nel deserto copiato da Giulio Romano eccellentemente da quello di Raffaello, ch'è in Firenze nella galleria Medicea. Questo quì era ne' Maroniti, e fu comprato mille scudi da Clemente XII.
Dall'altra parte del palazzo, che risponde nel giardino verso Levante, si trova una cappella con la sua cupola in forma di croce Greca, assai galante, ben architettata, e con abbellimenti di pitture singolari. Le pitture di questa cappella sono tante, e tutte eccellenti, che se s'intagliassero in rame, farebbero un giusto volume, e mi stupisco, che non sia caduto in pensiero a nessuno di far quest'Opera, che sarebbe più applaudita, e lo meriterebbe più di molte altre. Solamente è stata intagliata da Stefano Piccart la Natività della santissima Vergine, ch'è una grande e maravigliosa storia dipinta da Guido sopra la porta interiore di questa cappella.
Nel suo altare si vede Maria Vergine Annunziata dall'Angelo, opera celebre di Guido Reni, che condusse perfettamente tutte le altre istorie, e figure, che sono nella cupoletta, e d'ogni intorno, fuori che gli angoli della medesima, e la lunetta, che figura la Presentazione di Maria Vergine al tempio, fatiche molto lodate di Francesco Albani.
Nella volta della sala grande, nella quale si suol far concistorio pubblico, e dove finisce il giro, e si ritrovano le medesime scale, che si salirono per fare il nr camino, si vede uno sfondato con prospettiva attorno di sotto in su, perfettamente inteso, e lavorato da Agostino Tassi. In mezzo è l'arme di Paolo V, sostenuta da due Angioli, e nel giro della prospettiva posano diverse figure, che rappresentano le Virtù; opere diligenti d'Orazio Gentileschi.
Il magnifico cortile di questo maestoso palazzo è modernamente abbellito con un orologio in prospettiva, sotto del quale mirasi un'Immagine di Maria Vergine con il Bambino Gesù in braccio fatta a mosaico sul quadro del cavalier Carlo maratti, lavorata da Giuseppe Conti Romano, ed ivi posta nel tempo di Papa Innocenzio XII di gloriosissima ricordanza. Il detto quadro del Maratta è in una delle riferite anticamere.
Calando di quì alli appartamenti da basso, per la scala principale, in faccia al primo ripiano si vede murata la pittura di Melozio da Forlì, taportata quì dalla tribuna de' ss. Apostoli, quando fu demolita la chiesa, avendone segato il muro. Nelle stanze terrene è una cappelletta dipinta da Baldassar Croce. Nel giardino pontificio è un vago, e ben architettato casino, o ritiro, dove il Papa possa riposarsi dal passeggiare. Fu fatto fabbricare dalla sempre gloriosa memoria di Benedetto XIV col disegno del cav. Fuga. In esso sono molte pitture; e consistendo in una ornatissima sala, e due stanze laterali, in quella a dritta dipinse lo sfondo il sig. Pompeo Battoni, e gli ovati negli angoli. I due quadri di paesi sono opere di Francesco Vanblomen Fiammingo detto M. Orizzonte, e i grotteschi sono del Cocciolini. In questa stanza il detto Papa ricevè il re di Napoli (ora re di Spagna) nel 1744. Nella stanza a sinistra è un bello sfondo di Agostino Masucci, e due gran quadri di prospettive del cav. Pannini.

 

Chiesa di San Silvestro Papa di Roma

Chiesa di SS Domenico e Sisto 2

Chiesa dei Santi Domenico e Sisto

Periodo Barocco
Nel monte Magnanapoli è la chiesa di s. Domenico col monastero di monache della religione del medesimo Santo. Nell'an. 1611 essendosi riempito il monastero di molte nobili Romane, vi fecero esse una bella, e grande aggiunta; e nel Pontificato d'Urbano VIII è stata la chiesa rifatta in forma magnifica con vaghi altari, e facciata, col disegno di Vincenzio della Greca.
La prima cappella a mano destra, fatta con disegno del cav. Bernini, ha le statue di marmo di Cristo, e della Maddalena, scolpite da Antonio Raggi: nell'altra vicina è il martirio di s. Pietro Martire, fatto ad imitazione di quello di Tiziano, che è a Venezia, da un Senese con altre pitture; e nella terza cappella è l'immagine di s. Domenico portata in Soriano da tre suore, dipinta di mano del Mola.
Le pitture della tribuna della chiesa, co' fatti di s. Domenico, erano del Baglioni, ora però da uno de' lati è colorita una battaglia da Pietro Paolo Baldini; e nell'altro incontro l'istoria ad affresco è di Luigi Gentile, del quale son anche le altre di Maria Vergine nella facciata principale, dove sopra l'altar maggiore si venera un'immagine di Maria. Le pitture nella sua volta, e tribuna con una Gloria delle Sante della religione, e san Domenico, son opere del Canuti.
La cappella che ne viene segutiando il giro, sta effigiato un Cristo in croce con tre Santi a' suoi piedi, che credesi del Lanfranco, ma tenuto da molti per copia: ed il quadro dell'altare contiguo molti voglione, che sia dell'Allegrini.
Nell'ultima cappella è dipinta la Madonna santissima del Rosario con s. Domenico, e santa Caterina inginocchioni, opera delle migliori, ch'abbia fatto il Romanelli: ed il voltone della chiesa è del suddetto Canuti Bolognese.

Chiesa di San Silvestro Papa di Roma

Chiesa di San Silvestro Papa 1

Chiesa di San Silvestro Papa (o a Monte Cavallo)

Si trova poi in capo della più breve salita, che conduce a Monte Cavallo, la chiesa di s. Silvestro, che è de' chierici regolari Teatini. Paolo IV del 1555 diede detta chiesa a' medesimi Padri, i quali con l' ajuto di persone pie, ed in particolare di Greg. XIII, accrebbero la loro abitazione, e rinnovarono la chiesa, che prima era de' Domenicani.
Le pitture della prima cappella a mano destra, entrando in chiesa, dedicata a s. Silvestro, che si vede nel quadro in atto di battezzar Costantino, con tutte le altre a fresco d' ogni intorno, son fatiche d' Avanzino Nucci.
Nella cappella contigua è un quadretto di Giacomo Palma Veneziano, molto lodato ed il resto a fresco con diversi fatti di Maria Vergine, come anche le figure grandi di fuori sono opera del detto Avanzino.
Il quadro della cappella, che segue, che serve d' adornamento ad una immagine di Maria Vergine, è di Giacinto Gemignani, dove effigiò s. Pio V col card. Alessandrino, ed alcuni Angioli; il resto della cappella, dipinta a fresco, è opera del Nebbia d' Orvieto.
Nel braccio della crociata della chiesa è il quadro dipinto da Antonio Barbalunga da Messina, in cui ha imitato assai bene il Domenichino suo maestro, particolarmente ne' puttini, ma l' ornamento nel muro con armi, figure, ed altri capricci a chiaro scuro, è di mano del P. Zoccolino Teatino. Da' lati dell' altar maggiore erano appesi al muro due quadri, in uno era effigiato san Pietro Apostolo, nell' altro s. Paolo, coloriti ambedue da Fr. Bartolomeo da Savignano detto della Porta, Domenicano, al quale mancato il tempo di perfezionarli affatto, lasciò il s. Pietro non in tutto finito in mano di Raffaello, accicchè lo terminasse, come fece. Ora questi due quadri sono nel palazzo pontificio di Monte Cavallo nell' appartamento detto de' Principi, e sono comunemente creduti di Raffaelle.
La volta avanti all' altar maggiore, dove nel mezzo è uno sfondato con alcuni puttini sopra certe mensole, che scortano, è lavoro di Gio. Alberti dal Borgo. Sono anche sue alcune figure, e fuori dell' arco due Armi in scorto; le altre però, che stanno nella volta, con quelli Angioli, che tengono l' Arme fuori dell' arco, sono di Cherubino Alberti. La volta poi dalla parte del coro fu condotta con ornamenti, e prospettive dal detto P. Matteo Zoccolino da Cesena, e le figure da Giuseppe Agellio da Sorriento.
Nel fondo del coro è una Madonna col Bambino in un quadro molto bella. La disputa di Gesù Cristo tra dottori è pittura del P. Biagio Betti, che è da un de' lati, copiata dall' originale di Lionardo da Vinci, ch' è nel Palazzo Panfili; e dall' altro è a Madonna, e s. Gaetano di Lazzaro Baldi.
Nella cappella, che segue, della crociata, fabbricata da' signori Bandini con l' architettura d' Onorio Lunghi, è un quadro grande dipinto sopra le lavagne con l' Assunta di Maria Vergine co' dodici Apostoli, ed Angeli molto belli, il tutto colorito d' azurri oltramarini da Scipione Gaetano.
Li quattro tondi ne' peducci della cupola di questa cappella sono del Domenichino, più volte intagliate in rame, e ultimamente dal Frey; e delle statue da basso, due sono dell' Algardi, e di sua mano terminate, cioè s. Maria Maddalena, e s. Giovanni, e le altre son opere di diversi. Il busto del card. Bandini posto sopra il suo deposito è scolpito dal Giuliano Finelli.
La Natività di nostro Signore dipinta a olio nella cappella, che segue, è opera di Marcello Venusti; le pitture nella sua volta, e dalle bande la strage degl' Innocenti, con l' Angiolo, che in sogno apparisce a s. Giuseppe, ed in faccia l' Annunziata a buon fresco condotta, sono pitture di Raffaellino da Reggio.
Mariotto Albertinelli Fiorentino lavorò a F. Mariano Fetti l' altra cappella contigua; e nella tavola dipinse con delicata maniera a olio s. Domenico con s. Caterina da Siena, e Cristo, essendo in braccio a Maria Vergine, la sposa. Le due istorie di s. Maria Maddalena furono colorite da Polidoro, e Maturino da Caravaggio, con bellissimi paesi; e la volta con tre fatti di s. Stefano fu dipinta dal cav. d' Arpino per il card. Sannesio, col Santo nella facciata di fuori colorito a fresco.
L' ultima cappella si vede tutta colorita da Gio. Batista da Novara.
La pittura grande, con l' istoria de' serpenti sopra la porta, è opera del P. Caselli Cremonese, fuori che gli Angioli di sotto, che sono del P. Filippo Maria Galletti, ambidue chjerici regolari. Le pitture tra le finestre sono di Stefano Pozzi. Gesù Cristo dipinto tra Dottori nella librerìa, e quando pasce le turbe istoriato nel refettorio, sono opere di Biagio Botti.

  Le schede informative sono tratte da: Descrizione delle Pitture, Sculture e Architetture esposte in Roma di Filippo Titi stampato da Marco Pagliarini in Roma 1763

i Tesori di Roma i Tesori di Roma i Tesori di Roma

i Tesori di Roma
info@tesoridiroma.net

i Tesori di Roma © Più di mille foto di Roma gratis. Condizioni di Utilizzo
i Tesori di Roma © Màs de mil fotos libres de Roma. Términos de Uso
i Tesori di Roma © Mais de mil fotos livres de Roma. Condições de Utilização
i Tesori di Roma © Plus de mille photos libres de Rome. Conditions d'Utilisation
i Tesori di Roma © More than thousand free photos of Rome. Use Conditions

< GALLERIE FOTO >  HOME | TURISMO E CULTURA | FILM | LETTERATURA | BLOG | METEO | CONTATTI | RICERCA | TORNA SU