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GIANICOLO (Monte) XI
II-12. —Giano, re degli Aborigeni, accolse
Saturno, cacciato dal cielo, dal quale ebbe il dono di leggere il
futuro; e la tradizione reca che qui costruisse una città.
— (Duruy) <Alcuni scoprirono alle falde del Gianicolo,
nel campo dello scrivano Petilio, due cofani di pietra (181 a. C.)
uno conteneva il corpo di Numa e l’altro le sue opere ”.
(Pais) “ Si asseriva, che Numa avesse eretto il tempio a Giano,
che al pari di Numa era stret.tamente collegato con li calendario,
e che fosse stato Numa sepolto alle falde del Gianicolo di fronte
al ponte Sublicio, presso l’ara del dio Fonte, figlio di Gianos’.
— Giano il più antico dei numi italici, fu raffigurato
bifronte, e Il tempio che aveva In Roma restava chiuso solo in tempo
di pace; e chiuso restò durante tutto il regno di Numa, sotto
il consolato dl Marco Attilio e Tito Maulio, e sotto Augusto, dopo
la sconfitta di Antonio ad Azio. — Su questo colle nel 287
a. C. si ritrasse il popolo, non avendo potuto avere nuove facilitazioni
nel pagamento dei debiti, e si pacificò con le concessioni
della legge Ortensia.
— (Grisar> <Verso la fine del periodo classico, si noveravano
sette meraviglie nella città di Roma, Il primo a farne inenzione
è Polemio Silvio nel sec. V, ed egli mette in primo luogo
il colle Gianicolo coi suoi giardini e coll’ampio meraviglioso
panorama, che vi si gode, poi i canali sotterranei, gli acquedotti,
il Foro Traiano, il Colosseo, l’Odèo, le tenne di Caracalla.
I giardini che più di tutti vengono dagli antichi scrittori
encomiati per la loro bellezza e grandezza, erano gli Rorti Caesaris,
montando da mezzodì alla via e porta Aurelia, di poi a settentrione
gli Horti Getae ad essi contigui ”. — Una parte del
monte viene detto Montorio (corruzione di Monte d’Oro) a causa
delle arene gialle di cui si compone. — Questi colli, verso
la stazione di Trastevere, nel tempi di mezzo, erano detti Jacentes;
la parte verso S. Onofrio era detta Monz Ventosus. — Da una
sommità del colle, un colpo di cannone dà il segnale
di mezzogiorno, che prima davasi da Castei S. Angelo. L’uso
del colpo di cannone cominciò nei primi anni del ponteficato
di Pio IX. (v. p. dei Fontanoni, V. Garibaldi, S. Pietro la Montorio,
Monte Verde. S. Onofrio). (Blasi)
- Da Giano re degli Aborigeni, che dicesi aver
fabbricato su questo monte la sua città a fronte del Campidoglio,
abitato allora da Saturno, prese esso questa sua denominazione.
Il medesimo non è annoverato fra i sette colli, su cui Roma
fu edificata, perchè non ne rimaneva, che una parte nel recinto
di Roma. Una porzione di questo colle dagli scrittori ecclesiastici
viene chiamato, forse a causa delle sue arene gialle, Monte Aureo,
e dal volgo comunemente detto Montorio. Sotto questo monte era il
sepolcro di Numa Pompilio, essendovi stati trovati due sarcofaghi
di pietra con iscrizioni sopra; in uno de' quali si leggeva che
in esso era racchiuso il corpo di Numa Pompilio, morto 535 anni
prima di tale scoperta, ma ivi entro nulla fu trovato; nell'altro
erano indicati i libri che conteneva, composti sulla religione dal
medesimo Numa: ed in fatti si rinvennero sette libri in latino,
ed altrettanti in greco, scritti su scorze papiracee, e che furono
bruciati dal senato, come contenenti dottrine perniciose. Anco Marzio,
IV re dei Romani, fu quello, che unì questo monte alla città,
e che lo cinse di mura per non lasciare esposto ai nemici un sito
cotanto eminente.
Salendo il Gianicolo, dopo breve cammino, si arriva ad una specie
di piazza, ove al n. 33. vedesi l'ingresso del Bosco Parrasio. In
questo luogo delizioso, sogliono gli Arcadi nell'estate, tenere
le loro adunanze letterarie.
ROMA ANTICA E ROMA MODERNA
A. FINARDI
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