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Il tempio che Massenzio nel 307 dopo Cristo eresse a suo
figlio Romolo, morto in tenera età, è situato fra
la Sacra Via ed il Foro della Pace o di Vespasiano. La Sacra Via
qui si accosta tanto agli edifizi laterali del Forum Pacis, che
per la nuova fabbrica di Massenzio rimaneva libera soltanto una
piccola area triangolare; l'architetto perciò scelse
per la pianta del tempio un cerchio fiancheggiato da rettangoli
ed absidi semicircolari di varia profondità. L'edificio
sembra fosse incompiuto quando morì Massenzio (313); poichè,
in alcuni brani dell'iscrizione dedicatoria conservati ancora
nel secolo decimosesto, si leggeva chiaramente il nome di Costantino.
L'ingresso è decorato con due colonne di porfido e
l'epistilio, tolto da un edifizio più antico, è
riccamente ornato tanto nella parte anteriore, quanto nella posteriore.
La porta di bronzo è ancora quella antica; sono perduti i
suoi ornamenti (ovoli circondanti le intelaiature, rosono e stelle
sulle cornici); invece è conservata la serratura, il cui
meccanismo funziona ancora dopo quasi mille seicento anni.
Questo meccanismo è notevole per
la sua ingegnosa simplicità. La chiusura viene effettuata
per mezzo di una sbarra orizzontale a ed una spranga verticale b,
congiunte ambedue con una ruota dentata c girevole sul suo asse
mediante la chiave immessa d. Per aprire la porta si fa girare il
cilindro di 180°, e da questo movimento viene nel medesimo
tempo alzata la spranga verticale e rimossa la sbarra orizzontale.
La chiusura invece si effettua automaticamente: la spranga verticale, passando sul foro nella soglia inferiore, si abbassa per
il suo proprio peso, e così mette in moto la ruota , che
quindi fa entrare la sbarra nel buco della chiusura. La serratura
veniva coperta da una piastra di bronzo girevole su di un cilindretto;
questa piastra, decorata senza dubbio in modo simile alle altre
fisse, serviva per nascondere l'orifizio della serratura,
come oggi si usa nei lucchetti di sicurezza. L'altro battente
della porta aveva il paletto per sè, il quale doveva essere
alzato e calato a mano.
Il tempio fu trasformato da papa Felice IV (527-530) nel vestibolo
della chiesa dei Ss. Cosma e Damiano; forse già allora
la decorazione dell'interno venne assai alterata. Ciò
che ancora ne rimaneva, fu poi tolto dai restauri del secolo decimosettimo,
allorquando papa Urbano VIII rinnovò la chiese cadente
per l'umidità e l'incuria: il pavimento allora
fu rialzato di un piano intero. Nel 1879, la parte inferiore
della chiesa fu nuovamente scavata, e l'antico ingresso al
livello della Sacra Via fu riaperto. L'interno ora serve da
magazzino per piccoli oggetti di antichità trovati negli
scavi; sulla parete di fondo si vede un altare medioevale di marmo,
con pallide traccie di affreschi.
Tratto da: Il Foro Romano - Storia e Monumenti da Christian Hülsen
pubblicato da Ermanno Loescher & Co
Editori di S. M. la Regina d'Italia 1905
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