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Della Regia rimangono presso a poco le sole fondamenta, appartenenti
in parte all'edifizio repubblicano e in parte a quello restaurato
nell'età di Augusto.
Secondo la tradizione romana, la dimora regale di Numa Pompilio
era al principio della Sacra Via, ed egli l'avrebbe lasciata
poi al Pontefice Massimo. Nell'età repubblicana la
Regia non servì più per residenza del Pontefice, ma
soltanto come suo ufficio amministrativo. Ivi, fra altre cose, si
trovava l'archivio, nel quale si conservavano oltre i commentari
le tavole, compilate annualmente dai Pontefici, e contenenti la
lista dei magistrati, i fatti più notevoli avvenuti in pace
ed in guerra, i prodigi, il caro dei viveri, l'eclissi, le
pubbliche calamità, ecc. Da queste tavole, o anche dai commentari,
ebbe origine il più antico libro di storia romana, che gli
autori antichi chiamarono Annales Maximi. Nella Regia esistevano
altresì parecchie piccole cappelle (sacraria): in quella
di Marte si conservavano le lancie sacre a questo dio, e gli scudi
(ancilia) dei Salii. Un altro sacrario dedicato ad Ops, la dea della
fertilità, era così inviolabile che il solo Pontefice
e le vergini Vestali avevano diritto d'entrarvi. La Regia,
distrutta da incendi nel 148 e 36 avanti Cristo, fu in quest'ultimo anno restaurata sontuosamente da Domizio Calvino, vincitore
della Spagna; allora sulle sue pareti esterne fu scolpita la lista
dei magistrati eponimi e dei trionfi da Romolo fino a Cesare. Queste
iscrizioni, oltre ad ornare l'edifizio, avevano pure lo scopo
di indicarne la destinazione come archivio. I frammenti di queste
iscrizioni, ora si trovano nel Palazzo dei Conservatori sul Campidoglio,
e perciò portano il nome di Fasti Capitolini. Sotto Commodo
la Regia venne un'altra volta danneggiata dalle fiamme, ma
fu subito ricostruita da Settimio Severo. L'edifizio rimase
in piedi, a quanto sembra, anche dopo la caduta dell'Impero
occidentale, ma nel secolo ottavo era già in parte rovinato.
Gli avanzi vennero scoperti nel 1546 (e fu rinvenuta la maggior
parte dei frammenti dei Fasti), ma non si seppe stabilire allora
a quale costruzione essi appartennessero; soltanto le esplorazioni
moderne (1886, 1889, 1901) hanno accertato l'edifizio, il
luogo ove sorgeva e la sua architettura.
A sinistra della strada si vede prima una piccola stanza con pavimento
di marmo bianco e nero ove, incastrata in un muro medioevale, si
rinvenne la metà di un architrave con l'iscrizione:
... ORES·PONTIFICVM·ET·FLAMINVM
La prima metà del medesimo architrave era già tornata
alla luce nel 1546; con essa si supplisce l'iscrizione
in questa maniera: in] honorem domus Augustae kalatores pontificium
et flaminum. Si è proposta quindi la congettura, che quei
subalterni dei sacerdoti avessero il loro uffizio accanto a questo
angolo della Regia. I bei frammenti architettonici, i pezzi di trabeazioni,
i capitelli di colonne e di pilastri, ora accatastati qui, provengono
dall'edifizio restaurato da Calvino (36 avanti Cristo).
Continuando la via, che è lievemente in salita, si trovano
a destra le fondamenta della Regia repubblicana. Un locale che ha
conservato il pavimento di lastroni di tufo, con in mezzo una sostruzione
rotonda di tufo grigio (lo strato superiore è di moderno
restauro), si è voluto, senza ragioni convincenti, riconoscere
per il sacrario di Marte. Nè più probabile è
un'altra congettura, che una cisterna sotterranea segni il
posto del sacrarium Opis. Più oltre si vedono avanzi dell'edifizio
imperiale Parete della Regia con i Fasti.
Della parete meridionale, che, nell'edifizio di Calvino, portava
scolpite le liste dei consoli e dei trionfi, poco rimane sul luogo;
numerosi invece sono i frammenti dell'epistilio che già
coronava la parete, provenienti dal restauro di Settimio Severo.
Gli avanzi di una parete che ancora stavano in piedi dimostrano
— come i blocchi dei Fasti — che l'edifizio di
Calvino era piccolo ma sontuoso, e formato da solidi massi marmorei.
Rimangono anche pezzi di un pavimento di marmo bianco, la soglia
di una porta ed altri avanzi dello stesso materiale. Tutta la parte
settentrionale della Regia, dirimpetto al tempio di Faustina, venne
trasformata al principio del medio evo (sec. VII-VIII) in una nobile
case privata, simile a quella situata nella Basilica Emilia; ne
rimangono le colonne di cipollino con rozze basi di granito rosso,
e le mura costruite in mattoni e frantumi di marmo. La Regia dell'età
repubblicana si estendeva, come è probabile, assai più
verso oriente; ad essa si attribuiscono alcuni avanzi di tufo e
di travertino ritrovati tra la case delle Vestali e la Sacra Via.
Tratto da:
Il Foro Romano - Storia e Monumenti da Christian Hülsen
pubblicato da Ermanno Loescher & Co
Editori di S. M. la Regina d'Italia 1905
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