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Sopra un basamento quadrato di mattoni sorge una base marmorea,
sulla quale si eleva una colonna (alta m. 13,60, diam. 1,35) di
marmo bianco con capitello corinzio. L'iscrizione sul lato
settentrionale c'insegna che, il 1 agosto 608 dopo Cristo,
l'esarca Smaragdo pose sulla colonna "una statua risplendente
d'oro, di Sua Maestà, nostro signore Foca, augusto
eterno, trionfatore coronato da Dio, per ringraziarlo degli innumerevoli
suoi benefizi, per la pace restituita all'Italia e per la conservazione
della libertà".
Foca, uomo di nascita infima, dopo aver militato come centurione
nell'esercito bizantino che stanziava sul Danubio, fu nel
602 proclamata imperatore dai suoi compagni. Egli fece uccidere
il suo predecessore Maurizio e i cinque figli di lui per assicurarsi
il trono, che poi macchiò con crudeltà e dissolutezze
inaudite. Ciò non ostante, i Romani prestavano omaggio all'usurpatore: lo stato della città, per più di un secolo
funestata dal saccheggio dei barbari e dalle perturbazioni della
natura, era così deplorevole, che ogni cambiamento di governo
lasciava sperare giorni migliori. La lettera con la quale il gran
pontefice san Gregorio I saluta l'avvenimento di Foca
al trono, comincia così "Noi ci felicitiamo che la vostra
pietà e clemenza sieno state elevate al trono imperiale.
Si allietino i cieli, esulti la terra, e il popolo, che fin qui
era stato gravemente afflitto, in tutto l'Impero, torni lieto
e sereno per le vostre benigne arti di governo". — Foca
è benemerito della città di Roma solo, perchè
donò al papa Bonifazio IV il Pantheon di Agrippa, che
trasformato in chiesa, fu consecrato a tutti martiri il 13 maggio
609. Nell'ottobre del 610, Foca fu, per tradimento, detronizzato
ed ucciso con torture crudeli; le statue di lui furono dappertutto
rovesciate. Gli autori antichi, con parole eloquenti, descrivono
la sua bruttezza ripugnante: statura esigua e deforme, capelli rossi,
sopracciglia lunghe, orrenda cicatrice sulla guancia.
La colonna senza dubbio non è opera di Smaragdo, il quale,
secondo l'iscrizione, vi aggiunse soltanto la statua (sostituendola
ad un'altra più antica), ma non si può crederla
anteriore al quarto o quinto secolo dopo Cristo: il monumento fu
allora composto con gli avanzi di altri di buona epoca. La colonna
e il capitello forse appartengono al secondo secolo dopo Cristo
La gradinata piramidale, dentro la quale molto più tardi
fu rinchiuso il basamento laterizio, nel 1903 venne tolta dai
lati settentrionale ed occidentale.
Tratto da:
Il Foro Romano - Storia e Monumenti da Christian Hülsen
pubblicato da Ermanno Loescher & Co
Editori di S. M. la Regina d'Italia 1905
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