

La Basilica di Massenzio o di Costantino
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Fra il 306 e il 310, Massenzio incominciò alla
estremità superiore della Sacra Via, una basilica gigantesca
(Basilica Nova), la quale, però, al momento della morte di
lui (313) non era ancora compiuta e che il suo vincitore Costantino
condusse a termine, cambiando bensì alcuni particolari della
pianta. Mentre l'ingresso principale in origine doveva essere
dalla parte del Colosseo, e l'abside per il tribunale sulla
parte opposta verso i Ss. Cosma e Damiano, più tardi
fu aperto un secondo ingresso sulla Sacra Via, nell'asse trasversale
dell'edifizio, e corrispondente a questo ingresso, venne costruita
un'altra abside nel mezzo della nave laterale a settentrione.
Si riconosce ancora chiaramente come la parete di fondo, diritta
in origine, sia stata più tardi interrotta, e sostituita
con una parete semicircolare ornata di nicchie. Nel mezzo della
parete vedesi la base per il sedile dell'imperatore o del
magistrato che presiedeva la adunanze giudiziarie; vedesi pure sul
posto la soglia di marmo del cancello il quale, nella corda dell'arco,
separava lo spazio destinato alla Corte giudiziaria da quello per
il pubblico. Gli avanzi di ornato architettonico (mensole con vittorie,
epistili riccamente scolpiti), dimostrano la decadenza e la meschinità
del gusto nel secolo quarto dopo Cristo; invece è meravigliosa
la costruzione generale, la quale è molto differente da quella
delle basiliche più antiche ed è piuttosto modellata
sulle grandi sale delle terme imperiali (un paragone molto convincente
ci dà la sala centrale delle Terme Diocleziane, ora chiesa
di Santa Maria degli Angeli). Quattro soli enormi piloni sostengono
le volte a botta delle navi laterali e le volte a crociera della
nave centrale; l'area coperta della basilica è di circa
6000 mq., mentre Santa Maria degli Angeli ne ha appena mq. 2000.
Per farsi un concetto esatto delle dimensioni, possono servire le
fig. 108 e 109, le quali mettono a raffronto lo spaccato longitudinale
e trasversale della basilica con alcune grandi basiliche medioevali
e moderne (cattedrali di Friburgo, di Limburgo, di Colonia, chiesa
di San Tommaso a Berlino). Le colonne colossali che stavano
dinanzi i piloni (v. anche fig. 104) non servivano per
sostener le volte, ma per semplice ornamento. L'ultima di
queste colonne fu trasportata sotto il pontificato di Paolo sulla
piazza di Santa Maria Maggiore ove essa sostiene la statua
di bronzo della Madonna.
Nella parte occidentale dell'edifizio negli ultimi anni furono
rinvenuti molti avanzi del pavimento di marmo, e pezzi della volta
con vestigia di stucco nei cassettoni. Nell'abside primitiva
sull'estremità a occidente, venne collocata, dopo la
costruzione della seconda abside, una statua colossale di Costantino;
la testa e i frammenti delle gambe e braccia, trovati qui intorno
il 1490, ora si vedono nel cortile del palazzo dei Conservatori.
Accanto all'abside, nell'angolo della terza arcata della
nave destra, un'antica scala a chiocciola, conduceva in alto
(formava parte di essa il grande avanzo giacente dietro Ss. Cosma
e Damiano, v. p. 199). Il tetto della basilica, di cui
si scopre una splendida veduta del Foro, del Palatino e degli altri
monumenti, da parecchi anni purtroppo non è più accessibile.
La distruzione della gigantesca basilica ebbe principio sul cominciare
del medio evo. Il pontefice Onorio I (625-638) tolse le lastre di
bronzo del tetto, e ne coprì la Basilica di San Pietro
in Vaticano; ma le dimensioni colossali dell'edifizio impedirono
di ridurlo a chiesa cristiana, o dargli altra destinazione. Rimasta
abbandonata, la basilica patì, probabilmente prima del mille,
gravi danni a cagione dei terremoti (v. p. 196). Nelle
Mirabilia l'edifizio vienne chiamatatemplum Romuli supra templum
Latonae (v. sopra p. 199); dal secolo quindicesimo in
poi la false denominazione templum Pacis è generalmente accettata,
ma il vero nome fu dato al monumento soltanto nel 1819 da Antonio
Nibby.
Tratto da:
Il Foro Romano - Storia e Monumenti da Christian Hülsen
pubblicato da Ermanno Loescher & Co
Editori di S. M. la Regina d'Italia 1905
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