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L'arco che il Senato e il popolo Romano dedicarono a Tito
dopo la vittoria da lui riportata sulla Giudea, non fu eretto all'imperatore durante la sua vita; perciò nell'iscrizione,
sul lato orientale, gli si dà l'epiteto Divus, e nel
mezzo della volta interna è rappresentato il genio dell'imperatore
portato al cielo da un'aquila. Dell'arco non si fa mai
menzione negli scrittori antichi, e neppure nei regionari costantiniani.
Soltantosopra un rilievo appartenuto al sepolcro degli Aterii sulla
Via Labicana (ora nel Museo Lateranense) che rappresenta la Sacra
Via dal Palatino fino al Colosseo l'arco è
effigiato con il nome di Arcus in Sacra Via summa. Nel medio evo,
l'arco era rinchiuso nelle fortificazioni dei Frangipani;
la strada allora stava al disotto del livello antico: infatti i
travertini delle fondamenta sono danneggiati dall'attrito dei carri
che passavano. Nella metà superiore dell'arco era,
nel medio evo, costruita una stanza; per fare il pavimento di essa,
furono mutilati nella parte inferiore i bei rilievi figurati. Sotto
Sisto IV (1471-1484) furono tolte la maggior parte di queste
aggiunte; un pezzo però della torre medievale che sovrastava
all'attico durò fino al principio del secolo XIX. Allorquando
nel 1821 furono distrutte anche le ultime fabbriche medievali
dell'arco, si vide che i piloni laterali erano assai danneggiati.
Essi perciò dovettero essere restaurati quasi interamente:
e il restauro fu eseguito con molta cura sotto la direzione del
Valadier. Le parti restaurate allora sono di travertino, e mancano
di quelle ricche decorazioni che ornano le originali, e perciò
facilmente si distinguono da esse.
Nei rilievi nell'interno dell'arco sono rappresentati,
a sinistra, l'imperatore sul carro trionfale; la Dea Roma
che guida i cavalli, la Vittoria che incorona il trionfatore e dopo
il carro littori e cavalieri. A destra si vede una parte del corteo
trionfale, che passa sotto un arco, del quale una metà soltanto
è raffigurata in rilievo, l'altra metà forse
era dipinta. Vi si vedono portati a spalla i tesori del tempio di
Gerusalemme: sulla prima piantina (ferculum) la mensa per i pani
sacri e le trombe di argento e sulla seconda il candelabro a sette
branche; nel fondo si vedono tre soldati con tavolette (tituli),
sulle quali dobbiamo immaginarci incise iscrizioni relative alla
vittoria ed al bottino di guerra. Continua la rappresentazione del
corteo nel rilievo del fregio sul lato orientale (sotto l'epigrafe
dedicatoria); vi si vede una processione con tori coronati per il
sacrifizio, e in mezzo ad essi sopra un ferculum una statua giacente,
la divinità forse del fiume Giordano.
Tratto da:
Il Foro Romano - Storia e Monumenti da Christian Hülsen
pubblicato da Ermanno Loescher & Co
Editori di S. M. la Regina d'Italia 1905
Foro Romano | Piantine del Foro Romano

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