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I resti dell'Arco di Augusto con a sinistra il
Tempio di Romolo e a destra il Tempio di Vesta
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Appoggiato al lato meridionale del tempio di
Cesare sorgeva sopra la Sacra Via un arco, eretto nel 19 av. Cr.
dal senato e dal popolo all'imperatore Augusto per celebrare l'avvenuto
ricupero delle insegne militari perdute nella guerra partica da
Crasso presso Carrhae (55 av. Cr.). Secondo le monete,
quest'arco
aveva tre luci, le fondamenta composte di grandi blocchi di travertino
furono scoperte nel 1888; e alcuni frammenti dello zoccolo
di marmo messi già allo scoperto da scavi anteriori, furono
recentemente ricollocati sopra quelle fondamenta (le parti eseguite
in mattoni sono moderne). Quando il tempio dei Castori fu ingrandito
(sotto Tiberio o sotto Adriano?), l'arcata
destra del monumento rimase quasi coperta dalla grande scalinata
sporgente verso la Sacra Via.
Ad oriente di uno dei pilastri centrali si vede un semicerchio di
travertino rozzamente composto, e che, a torto alcuni hanno denominato
puteal Libonis o Scribonianum. — Dagli scavi eseguiti nella
primavera del 1904 si è accertato che le fondamenta
dell'arco
posano sopra il lastricato di una strada più antica, la quale
corre verso il tempio di Cesare, formando un angolo retto con l'asse
di questa strada che nell'età repubblicana doveva segnare
il limite orientale del Foro.
Fra le fondamenta dell'arco
e il tempio di Cesare furono rinvenuti alcuni dei cosidetti "pozzi
rituali" composti di grandi lastroni di travertino e che senza
dubbio non sono anteriori al tempo di Augusto

Tratto da: Il Foro Romano - Storia e Monumenti da Christian Hülsen
pubblicato da Ermanno Loescher & Co
Editori di S. M. la Regina d'Italia 1905
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