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La base dei monumenti onorari dedicati
ad Arcadio ed Onorio situata nell'Area Centrale del Foro
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Non lontano dai 'rostri vandalici', verso il 'Niger lapis', trovasi
un basamento
quadrato di marmo bianco, ornato con rilievi da tutti i lati. Da
una parte si vede, fra trofei e Vittorie, uno scudo ovale con l'iscrizione:
Caesarum decennalia feliciter; da un'altra gli animali per il sacrifizio
solenne dei suovetaurilia; sul terzo lato è scolpito un imperatore
(la cui testa sembra essere stata distrutta apposta) che sacrifica
a Marte e alla Dea Roma, e sul quarto, nove togati in processione.
La base fu scoperta nel 1547 dinanzi la chiesa di Sant'Adriano,
nel qual luogo verso il 1490 era stata pure rinvenuta un'altra
vase perfettamente simile, con l'iscrizione: Augustorum vicennalia
feliciter, che fu distrutta poco dopo il suo ritrovamento. Le due
basi sembrano essere state erette nel 303 dopo Cristo, per
celebrare le feste decennali e vicennali di Diocleziano e dei suoi
colleghi nell'impero: il loro posto originario forse era dinanzi
la Curia.
Ponendo a raffronto il rilievo
rappresentante i suovetaurilia e quello simile dei plutei
di Traiano si nota subito la rapida decadenza della scultura
romana nel corso di appena duecento anni.
Alcuni massi di marmo a destra della base fin qui descritta appartengono
ad un monumento del tempo di Onorio e di Arcadio, scoperto pure
nel 1547, e che era la grande base per una quadriga; l'iscrizione
celebrava con parole vanitose la vittoria riportata da Stilicone
sopra il ribelle Gildone in Africa (386-398). Il monumento al tempo
dello scavo era quasi integro, ma venuto in possesso dei Farnesi,
fu tagliato in pezzi 'per farne opere moderne'. Rimane solo il primo
dei grandi massi, che contiene il principio della iscrizione e che
ora si conserva nel museo di Napoli. Sul Foro giacciono pochi e
piccoli frammenti (p. es. un pezzo con le lettere BELL . . .
ESTI rimanenti della frase: vindicata re]bell[ione et Africae r]esti[tutione
laetus). Vi appartengono pure due frammenti di un'iscrizione metrica
rinvenuta nel sec. XIX:
a]rmipotens Libycum defendit Honorius [orbem (?)
verso forse del poeta Claudiano, il quale allude al monumento in
uno dei suoi carmi.
Più a destra, sul margine dello scavo verso il Lapis niger,
vedesi un altro blocco di marmo. L'iscrizione, rivolta verso la
Curia, attesta
che esso apparteneva ad un monumento eretto in onore dell'esercito
'prode e fedele' degli imperatori Arcadio ed Onorio, per ricordare
una vittoria sui Goti riportata sotto il comando di un vir illustris.
Il nome nella iscrizione è cancellato con cura, ma dev'essere
certamente quello di Flavio Stilicone, il quale nel 403 dopo
Cristo presso Pollentia vinse le orde di Radagaiso, salvando così
il trono ad Onorio. Quando, nel 408, Stilicone fu ucciso per ordine
dell'Imperatore, il suo nome venne cancellato in tutti i monumenti
pubblici. In quella tarda età scarsi erano i mezzi di cui
disponevasi per elevare monumenti pubblici anche importanti, e lo
mostra il fatto che l'iscrizione citata è incisa sul lato
di un grande zoccolo che aveva già servito per sorreggere
una statua equestre: i buchi nei quali erano infisse le zampe del
cavallo, ancora si vedono sul lato sinistro che una volta era il
piano superiore.
Tratto da: Il Foro Romano - Storia e Monumenti da Christian Hülsen
pubblicato da Ermanno Loescher & Co
Editori di S. M. la Regina d'Italia 1905
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