
SONAR SOUND ROMA 2003 |
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Formula di Ryoji Ikeda
"In FORMULA, l'ipnotica e ipertecnologica
creazione audiovisual di Ryoji Ikeda, il bit informatico si svela
come la mente pulsante del nostro mondo. Incroci di rette generano
riverberi luminosi e acustici d'infinito; spettri di flussi binari
generati da una matrice numerica che sembra controllare le nostre
vite, sedandoci ogni giorno con un fiume di informazioni e immagini,
mentre la verità non si può nemmeno intuire, nascosta
chissà dove."
tratto dal volume RedBook per Roma Europa Festival
I tappi per le orecchie distribuiti all'entrata
sono il segno evidente che si andava incontro a qualcosa di "straordinario".
Così è stato. Una sorta di montagne russe elettro-sonore
che da sole facevano vibrare il corpo. Il rumore, il frastuono,
lo scrocchio, la schicchera elettronica dentro la 'sala settecento'
dell'Auditorium hanno raggiunto una purezza che difficilmente si
riesce ad ascoltare: niente più del suono elettronico ha
bisogno della qualità dinamica per essere apprezzato.
ll sincronismo tra il puntatore e il bersaglio, sempre colpito,
inserito in un loop infinito, sembra visualizzare una per una le
migliaia di incursioni aeree delle guerre chirurgiche degli ultimi
anni. Le informazioni digitalizzate scorrono come fanno le nuvole
nel cielo in un continuum senza sosta o almeno fino alla fine del
video :) MT ©2003
Link
Sito ufficiale
Roma
Europa Festival
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Ikeda 00 |
Ikeda
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Ikeda 10 |
Ikeda 12a |
Ikeda 16 |
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Ikeda 21 |
Ikeda
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Ikeda 29 |
Ikeda 30 |
Ikeda 31 |
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Jamie Lidell
"Secondo Jamie Lidell i suoni devono colpire,
non distrarre. Per questo la sua musica è lucida, eclettica
e in grado di suscitare un divertimento sfrenato."
tratto dal volume RedBook per Roma Europa Festival
Scalzo, vestito scucito, veramente un clown
del ritmo, se la suona e se la canta tutto da solo.
Campiona in diretta i suoi vocalizzi aggiunge i suoi ritmi e li
manda in loop, uno sull'altro, risultando alla fine la composizione
di una piccola orchestrina da strada con il coro al seguito. MT
©2003
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Lidell 9 |
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Matthew Herbert Big Band
"Herbert incarna la figura geniale e dandy
musicista contemporaneo, ma è anche uno dei più seguiti
teorici dell'elettronica sperimentale, in cui l'uso dei suoni già
esistenti non è permesso e campionare la musica altrui è
assolutamente interdetto.
Herbert, anticonformista e contestatore, rivendica l'edonismo e
la riscoperta dei corpi contro la manipolazione degli spiriti attuata
dalla televisione."
tratto dal volume RedBook per Roma Europa Festival
Non c'è dubbio che colpisce vedere un
folletto che si aggira nelle melodie di una jazz band come faceva
Arto Lindsay con le sue schitarrate quando suonava con i Lounge
Lizards di John Lurie. Campiona in diretta con quel microfono dal
filo rosso che sembra uscirgli dalla testa: una volta sugli ottoni,
un'altra sulla batteria o chiede un rumore o un vocalizzo ad uno
dei componenti della band, taglia, mette in loop, ritaglia e riascolta
e velocissimo aggiunge effetti, il tutto mentre una jazz band soffia
sui fiati, batte sulla batteria, alza il basso e forza il piano.
A contornare la performance del gruppo una cantante, Jamie Lidell
sempre scalzo e con il frac sbracato, delle bacchette luminose per
il direttore d'orchestra e un saggio di Herbert alla fisarmonica,
come per dire che lui ci sa fare con gli strumenti. MT ©2003
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| Herbert
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Herbert 28 |
Herbert 10 |
Herbert 25 |
Herbert 44 |
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Herbert 32 |
Herbert
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Herbert 67 |
Herbert 41 |
Herbert 58 |
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