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Chiesa di Sant'Eligio
degli Orefici
Presso la via Giulia, in una viuzza detta
ora di s. Eligio, prossima al Tevere, fu edificata una chiesuola
a s. Eligio dalla Università degli orefici ed argentieri,
in vigore di un motu proprio di Giulio II. Si attribuisce a Bramante
l' architettura della chiesina; e, minacciando rovina, l' anno 1601
fu riedificata collo stesso tipo primitivo.
Sull' altar maggiore v' ha il quadro della Madonna fra i santi Stefano,
Lorenzo ed Eligio, opera di Matteo da Lecce: negli altari laterali
v' ha la Natività, colorita da Giovanni De Vecchi, e l' adorazione
dei Magi, di Francesco Romanelli.
Le schede informative sono tratte da
Descrizione delle Pitture, Sculture e Architetture esposte in
Roma di Filippo Titi
stampato da Marco Pagliarini in Roma 1763
Nella via omonima accanto a via Giulia
. Fu edificata sotto il pontificato di Giulio II (Della Rovere)
nel 1509. Il Burkhardt dice essere questa la prima opera architettonica
di Raffaele Sanzio, che imitò nella cupola il disegno lasciato dal
Bramante per San Pietro. Questa cupola fu edificata nel 1524, seguendo
rigorosamente il piano di Raffaele. Nel 1601, minacciando rovina,
fu riedificata mantenendole però il disegno primitivo. Oggi la chiesa
è abbandonata. Interno. - A destra: 1. Altare: S. Andronico e S.
Anastasia di Filippo Zucchetti. - 9. L'adorazione dei Magi di Francesco
Romanelli. Altar maggiore: La Madonna fra S. Stefano e S. Eligio
di Matteo da Lecce. A sinistra: La Natività di Giovanni de' Vecchi.
LE CHIESE DI ROMA GUIDA
STORICA E ARTISTICA DELLE BASILICHE, CHIESE E ORATORII DELLA CITTÀ
DI ROMA
DIEGO ANGELI

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