|
Vedi anche: Chiese Barocche
| Barocco
Romano
Sant'Andrea della Valle
Periodo Barocco
Nell sito, dov'è fabbricata questa chiesa, era il palazzo
dei signori Piccolomini, del quale essendone restata padrona Donna
Costanza Piccolomini duchessa d'Amalfi, lo donò alli Padri
Teatini, che quivi al presente abitano, acciochè vi edificassero
un tempio ad onore di Sant'Andrea Apostolo. Fu principiata la fabbrica
dal cardinal Gesualdo, ma prevenuto nel bel principio dalla morte,
lasciò l'opera imperfetta. Il cardinal Alessandro Montalto
la proseguì con grandezza d'animo, al quale succedè
poi il cardinal Francesco Peretti Montalti suo nipote, che la terminò
al tempo del sommo Pontefice Alessandro VII.
Pietro Paolo Olivieri fece il modello, e fu architetto di questa
bella chiesa, reputata la più eccellente di tutte quelle
di simile struttura, ed a qualche buon termine la ridusse, e se
non moriva sì presto, l'averebbe condotta a fine. Carlo Maderno
poi la terminò, fabbricatovi il coro, la tribuna, e la cupola
di 74 palmi di diametro, ed il disegno della facciata, che va in
istampa: quella però, che ora vi si ammira è fatta
più modernamente, ed è stata architettata dal cavalier
Rainaldi, ed è riuscita una delle belle facciate di Roma.
In essa la statua di san Gaetano, come l'altra di san Sebastiano
sono sculture di Domenico Guidi; quella di sant'Andrea Apostolo,
e di sant'Andrea Avellino, sono d'Ercole Ferrata, come anche l'Angiolo
da uno de' lati, e le due statue sopra la porta, sono di Giacomo
Antonio Fancelli.
La prima cappella a man destra, entrando in chiesa, è stata
fatta da' signori Ginnetti con l'architettura del cavalier Carlo
Fontana. È incrostata di pietre di gran valore, ed altri
nobili ornamenti. Il bassorilievo di marmo, che è nell'altare,
rappresenta l'Angiolo, che avvisa s. Giuseppe di ifuggire in Egitto
con Maria Vergine, e il Bambino, opera d'Antonio Raggi, come anche
il ritratto del card. Ginnetti, già Vicario di Roma; e la
Fama con l'arme della Casa, che è nel lato, dove risponde
la facciata della chiesa: l'altre sculture, che sono quattro Virtù,
due per canto, ed un' ha Fama con l'arme de' Ginnetti, sono opere
di Alessandro Rondone.
Nella seconda cappella contigua, fabbricata da' signori Storzzi,
oltre alli grandi ornamenti, e ricchezza di pietre, e marmi rarissimi,
specialmente delle colonne, vi è una Madonna con un Cristo
morto in braccio, e due statue da i lati, il tutto fatto di bronzo,
copiato accuratamente da gli originali di Michel Angelo Bonarroti.
La Madonna col Cristo morto è ricavata dal gruppo di marmo,
ch'è in s. Pietro, e le due statue laterali da quelle, che
sono in s. Pietro in Vincoli al sepolcro di Giulio II. Si crede
giustamente, che questa cappella sia fatta sul disegno del medesimo
Bonarroti.
Il quadro nel cappella, che segue, è di mano di Bartolomeo
del Crescenzi, nel quale è dipinto san Carlo orante, di colorito
assai vago. Il quadretto appeso in alto sul muro laterale, che rappresenta
la Madonna, e s. Bernardo, e s. Caterina, è copia d'uno di
Giulio Romano, che ora posseggono i nipoti dell'Eo Valenti Gonzaga;
e passata la porticella del fianco nell'altare della crociata è
dipinto Sant'Andrea Avellino in atto di celebrare, opera fatta con
gran studi dal cavalier Lanfranco, e Antonio Amorosi vi dipinse
sopra l'aggiunta, fatta a questa tavola.
La cappelletta, che segue, dov'è il Crocifisso, ed è
contigua al coro de' Padri, nell'altare ha il quadro con l'Assunta,
dipinto da Antonio Barbalunga Messinese, uno de' buoni allievi,
che lasciasse il Domenichino.
Tutta la tribuna dell'altar maggiore dipinta dalla cornice in su
con varj spartimenti de' fatti di Sant'Andrea; e fra le tre
fenestre le sei Virtù, maggiori del vivo, fatte con
artifizio maraviglioso: e gli angoli della cupola, dove sono dipinti
li quattro Evangelisti di straordinaria grandezza, sono le più
eccellenti prove del pennello del Domenichino, generalmente
a maggior segno stimate, e intagliate in rame.
La cupola fu dipinta con gran maestria dal cavalier Lanfranco, e
per esser una meraviglia in genere di pittura, ha meritato d'andar
in stampa intagliata da Carlo Cesi in otto fogli reali.
Le tre istorie grandi si Sant'Andrea, fatte a fresco sotto della
cornice nella tribuna, sono pitture del cavalier Calabrese. L'altre
due laterali, sopra gli archi, che riescono dentro le cappellette,
son opere del Cignani giovanetto, e del Taruffi Bolognesi.
Nella cappelletta, che segue, continuando il giro, sono dipinti
nell'altare certi Angioli dal cavalier Lanfranco, con poco gusto
condotti. Nel mezzo vi è una immagine di Maria Vergine col
Bambino, e da basso di Maria Vergine col Bambino, e da basso san
Giuseppe con s. Gioacchino, e s. Anna, figure in piedi, dipinte
da Alessandro Francesi Napoletano.
Passata la porta della sagrestia nella crociata della chiesa è
l'altare dedicato a san Gaetano, che ivi vedesi dipinto in atto
d'orare, conosciuto Angioli, e putti, dal Camassei da Bevagna con
buon intendimento; e li fiori, che servono d'ornato d'ogn'intorno
al quadro, sono di Laura Bernasconi.
Vicino all'altra porta di fianco è il sepolcro del conte
Tieni da Vicenza, fatto con architettura di Domenico Guidi; e le
due Virtù, che vi sono scolpite in marmo, sono opere del
medesimo, come anche il busto del Conte.
Il quadro di s. Sebastiano, di buon disegno, posto nell'altare della
cappella, che segue, è opera di Gio. de' Vecchi, delle belle,
che abbia fatto.
A questa contigua è la cappella de' signori Rucellai Fiorentini,
adesso di proprietà de' Padri di quel convento, assai ben
fatta, e bella per ornamenti, e architettura di Matteo da Città
di Castello, uomo di buone invenzioni, e di non inferiore ingegno.
Sopra l'altare di essa è dipinto s. Michele Arcangelo, che
caccia li demonj dal Cielo; e dalle bande vi sono due altre istorie
d'Angioli, come anche nelli mezzi tondi son pitture a olio sopra
lo stucco, e nella volta un coro d'Angioli a fresco, condotto il
tutto dal cavalier Cristofano Roncalli. In questa cappella è
il sepolcro del famoso Monsignor Gio. della Casa arcivescovo di
Benevento con un bello epitaffio fatto da Pier Vettori celebre letterato.
L'ultima cappella incrostata di marmi, fu fatta dal cardinal Maffeo
Barberini, che fu poi Urbano VIII. In essa si rimira la grande lapida
sepolcrale del signor cardinal Carlo Barberini primo Prete del Sac.
Collegio, ivi sepolto, e ne fu architetto Matteo da Castello, secondo
che dicono il Baglioni ed altri Scrittori. Sopra l'altare è
la pittura della Beata vgn assunta in Cielo: dal lato destro la
Presentazione al Tempio, dal sinistro la Visitazione di s. Elisabetta,
tutte opere fatte con gran diligenza, dal cavalier Domenico Passignano
con tutto il resto nelle lunette, triangoli, e volta.
Le statue sono di diversi: la Santa Marta, di Francesco Mochi; il
s. Gio. Evangelista, di Ambrogio Buonvicino; il san Gio. Battista,
di Pietro Bernino, e la santa Maria Maddalena, di Cristoforo Sati
da Bracciano, che anche scolpì la statua di monsig. Barberini,
che sa a sedere nella nicchia a mano manca, dove è il s.
Sebastiano del cavalier Passignano, dipinto a olio.
Li due sepolcri di Pio II e Pio III, che si vedono in alto sopra
gli archi, che corrispondono alle porte laterali della chiesa, con
diverse statuette, sono sculture di Pasquino da Monte Pulciano.
Il quadro nell'altare della sagrestia è di buona mano: e
quello sopra la porta è una bella copia del cavalier Calabrese,
il cui originale è in Venezia di mano di Paolo Veronese,
dov'è l'istoria di s. Maria Maddalena, quando unse li piedi
con unguento prezioso a nostro Signore. La bella fabbrica della
porterìa del nuovo convento è architettura del Marucelli.
Il rimanente però, che serve per abitazione con la scala
grande, e magnifica, è disegno del cavalier Rainaldi; ed
un Sant'Andrea Apostolo assai oscuro, e fatto con gran forza, e
buona pratica, è del cavalier Roncalli, che stava nella prima
facciata a mano sinistra del loro cortile.
In questa chiesa si vede al presente di pietre mischie tutto l'altar
maggiore, ed un gruppo di marmo nel mezzo d'Angioli, che reggono
la Santissima Croce in luogo del ciborio, che si costuma fare nel
mezzo di tali altari, il tutto con disegno del cav. Francesco Fontana.
tratto da Filippo Titi
Al Corso Vittorio Emanuele
. Fu cominciata nel 1591 dal cardinale Alfonso Gesualdi, napoletano,
sui disegni di Pietro Paolo Olivieri. Ma in seguito alla sua morte,
i lavori furono sospesi e ripresi più tardi dal cardinale
Peretti che incaricò di compierli Carlo Maderna. La facciata
però è di Carlo Rainaldi, che la fece per ordine di
Francesco Peretti, nipote del cardinale. In questa facciata sono
quattro statue: S. Gaetano e S. Sebastiano di Domenico Guidi, S.
Andrea apostolo e S. Andrea Avellino di Ercole Ferrata, del quale
è anche la statua della Gloria, sull'architrave a sinistra.
Sopra la porta, due figure muliebri di Cosimo Fancelli.
Interno. - La cupola, che è la più grande di Roma
dopo quella di S. Pietro, è dipinta dal Lanfranco, però
i quattro evangelisti nei peducci sono del Domenichino.
A destra
: 1. Cappella. Sull'altare: S. Famiglia, bassorilievo di Antonio
Raggi. I due sepolcri dei cardinali Ginnetti sono del Raggi e di
Alessandro Rondoni. -
2. Appartenente ai principi Strozzi. Fu edificata sopra un disegno
di Michelangelo. Sull'altare: copia in bronzo della Pietà
che è a S. Pietro in Vaticano e delle statue di Lia e Rachele
che sono sul monumento di Giulio II a S. Pietro in Vincoli; copie
eseguite da Raffaele di Montelupo. Due belle urne di marmo nero
dette porta-oro e due candelabri di bronzo. Monumento della contessa
di Robilant scolpito dal Fabris nel 1824. -
3. S. Carlo Borromeo, quadro di Bartolomeo Cavarozzi - Monumento
a Pio III (1464, Piccolomini-Todeschini) -
4. Nel braccio della croce: S. Andrea Avellino del Lanfranco: (fu
restaurato nel 1858). - Abside: altar maggiore di Carlo Fontana;
pitture della conca che rappresentano Scene della vita di S. Andrea
del Domenichino; i tre grandi affreschi sottostanti sono
di Mattia Preti, detto il Calabrese: i due laterali più piccoli
del Cignani.
A sinistra:
1. Cappella dei Barberini, quadro dell'Assunta e decorazioni delle
pareti di Domenico Passignani. Statue di S. Marta del Mochi, di
S. Giovanni Evangelista di Ambrogio Buonvicino, di S. Giovanni Battista
di Pietro Bernini, di S. Maria Maddalena di Cristoforo Stati da
Bracciano che eseguì anche la statua di monsignor Barberini
che è nella nicchia laterale. Questa cappella è situata
alla imboccatura della cloaca dove la tradizione vuole fosse gettato
S. Sebastiano. Nell'andito che vi conduce, sono due busti dei genitori
di Urbano VIII (1623, Barberini) opera di G. B. della Porta. La
volta è dipinta da Domenico Passignani.
2. Cappella dei Ruspoli (apparteneva prima ai Rucellai) eseguita
sui disegni di Matteo del Castello. Pitture del Roncalli, putti
decorativi del Crescenzi. Monumento di monsignor Giovanni della
Casa con epigrafe del Vettori. -
3. S. Sebastiano quadro di Giovanni de' Vecchi. I fiori intorno
al quadro sono di Laura Bernasconi, scolara di Mario de' Fiori.
Pittura a destra del secolo xvii. Sulla parete di sinistra: S. Rocco
di un anonimo del secolo scorso. Sepolcro di monsignor Boatti (1856),
e a Filippo Boatti del Ceccarini. Sepolcri della famiglia Cini (1844)
di Adamo Tadolini - Monumento a Pio II (1458-63 Piccolomini) di
Nicola della Guardia e Pietro Paolo da Todi discepolo di Paolo Taccone
Romano. Questo monumento e l'altro già nominato di Pio III
nipote di questo pontefice furono quivi trasportati dall'antica
chiesa di S. Pietro. - Cappella nel braccio della croce: S. Gaetano,
quadro del Camassei. Ornati decorativi esterni di Laura Bernasconi.
-
5. Dedicata alla Beata Vergine: il quadro dell'altare è di
Alessandro Francesi, napoletano.
LE CHIESE DI ROMA GUIDA STORICA E ARTISTICA DELLE
BASILICHE, CHIESE E ORATORII DELLA CITTÀ DI ROMA
DIEGO ANGELI

|
|